anziani sempre davanti alla tv, ma anche davanti al pc

Pubblicato il 14 ottobre 2016

Anziani sempre davanti alla tv, ma anche davanti al pc

Come si informano gli over 65? Quali sono i loro bisogni, le aspettative, le abitudini, quale il loro rapporto con la pubblica amministrazione e il sistema sanitario? Queste sono solo alcune delle domande della ricerca sui fabbisogni formativi della popolazione italiana over 65 e sul loro grado di interesse verso le iniziative formative, promossa dall’Auser e realizzata dalla società Pragma in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. Gli esiti dell’indagine sono stati presentati ieri, a Firenze, nel corso dell’VIII edizione della città che apprende (leggi l’evento).

Dalla ricerca si legge che vi è una tendenza quasi unanime per l’utilizzo della televisione con un 86% di over 65 che la vede quotidianamente. Gli anziani l’apprezzano e dichiarano nel 63,5% dei casi di non avere difficoltà nella comprensione del linguaggio o dei temi. A ciò si affianca la preferenza per i mezzi d’informazione più tradizionali come i giornali, 1 su 4 li legge tutti i giorni, e la radio con il 27% che l’ascolta quotidianamente e il 12% più volte a settimana.

L’indagine, inoltre, evidenzia che avanza una percentuale minoritaria ma non marginale di utilizzatori di internet, con un anziano su dieci che si connette tutti i giorni e 1 su 4 che lo fa almeno qualche volta al mese. L’Italia rimane tuttavia il Paese dove soltanto il 16% delle famiglie di soli anziani ha accesso a internet e il 9% possiede cellulari abilitati contro una media nazionale rispettivamente del 64% e 54% delle famiglie. Tre intervistati su 4 affermano di non utilizzare mai internet, ossia il 72% del totale, invece gli anziani che dichiarano di navigare sul web quotidianamente sono il 19%.

Su internet gli anziani ricercano principalmente informazioni, ossia il 72% degli internauti, seguito a distanza dalla posta elettronica e dalle curiosità. Possiamo notare come il mondo dei social network sia ancora poco conosciuto e frequentato solo da una minoranza degli over 64, ossia il 14% degli intervistati, e per la quasi totalità circoscritto a Facebook. Chi naviga in internet lo fa tramite il computer nell’87% dei casi, contro il 25% di smartphone e il 18% di tablet. Per quanto concerne il contenuto dell’informazione, gli over 65 hanno dichiarato una preferenza verso le notizie e gli argomenti di cronaca, ossia il 41%, poi politica il 29%, salute il 36%, e infine sport ed economia circa il 20%.

Alla domanda ‘su quali argomenti vorrebbe essere più informato’, il 38,6% degli intervistati ha risposto: medicina e salute, attività sociali e politica, cultura ed economia. E molti di questi anziani sarebbe disponibile a partecipare a corsi (35,8%), iniziative di aggiornamento (26,2%), seminari (19,4%) e laboratori (16%). E lo farebbero nel 36,9% dei casi presso una sede di qualche associazione.

Altro aspetto interessante che emerge dalla ricerca riguarda le relazioni sociali. La maggior parte degli intervistati, ossia il 51,6%, passa quotidianamente una o più ore al giorno con i propri familiari. La cadenza con cui le stesse persone frequentano amici e conoscenti è mediamente più bassa: nel 30% dei casi ci si incontra meno di una volta a settimana, 23,7% due/tre volte a settimana, 18,1% una volta a settimana. La quotidianità degli over 65 prevede spesso uscite frequenti fuori casa, il 31,9% vi trascorre un po’ di tempo tutti i giorni e il 26,5% quasi tutti i giorni. Un intervistato su dieci esce molto sporadicamente, ossia meno di una, due volte al mese. Gli svaghi fuori casa sono diversi e spaziano dall’attività fisica (11%) ai viaggi (7,7%) agli spettacoli di cinema e teatro (7,5%). Un’attività molto gradita è la lettura dei libri, uno su tre, ossia il 31,1%, afferma di leggere quotidianamente. La vita degli over 65 trascorre tra azioni quotidiane, interessi, svaghi dentro e fuori casa e relazioni sociali, ma uno su dieci è inoltre impegnato in attività di volontariato 11,3% e un 3,9% dichiara che sarebbe interessato a farne, specialmente per aiutare le persone più deboli.

Infine, per quanto concerne i rapporti che hanno gli anziani con la pubblica amministrazione: i principali interlocutori risultano essere le Asl. Poco meno della metà, ossia il 42% degli intervistati, si è rivolto a una Asl negli ultimi sei mesi per prenotare visite, esami diagnostici o altre prestazioni. Seguono a distanza gli uffici dell’Inps e quelli comunali. Nel 67,8% dei casi il contatto è stato fatto allo sportello, al telefono nel 32% dei casi e soltanto il 13% via web. In base alle interviste raccolte, il 74,5% degli anziani ha contattato l’ente da solo e nel restante 25,5% si è fatto aiutare da un familiare o un conoscente. Un anziano su dieci ha inoltre denunciato diverse problematicità quali: tempi di attesa troppo lunghi, difficoltà nel capire le procedure, operatori frettolosi o maleducati, uffici lontani e scomodi da raggiungere.

 

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