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Pubblicato il 11 ottobre 2016

Oggi è l’Obesity day, “camminare è salute”

Oggi è l’Obesity day, vale a dire la Giornata nazionale di sensibilizzazione riguardante il tema dell’obesità, soprattutto infantile, lanciata da Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica). Questo evento è ormai giunto alla 15^ edizione ed è importante sottolineare come l’obiettivo sia quello di ricordare alla gente che l’obesità non è un problema estetico, ma una malattia che in quanto tale va curata.

Sono molti i centri delle varie città italiane che hanno aderito alla campagna 2016; la lista dettagliata degli eventi può essere consultata cliccando qui.

In Italia gli obesi sono 6 milioni, mentre le persone in sovrappeso 21 milioni. Di fronte a numeri del genere l’apparato sanitario dei 150 centri Adi sparsi su tutto il territorio offrirà colloqui gratuiti a quanti vorranno seguire dei percorsi terapeutici nutrizionali appropriati al proprio stato di salute. Una Giornata, questa, che riguarda tutti gli adulti ma in maniera particolare si incentra sui bambini perché l’obesità infantile è in continuo aumento, al punto che nel recente rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite “Ending Childhood Obesity” viene chiesto agli Stati di intervenire. È anche stato creato un apposito sito sull’argomento.

Di più: il terzo obiettivo sostenibile dell’agenda Onu (da raggiungere entro il 2030) è garantire una vita sana e promuovere il benessere.

Non bisogna dimenticare che vivere una vita sana non significa solo nutrirsi correttamente ma anche accompagnare la dieta con l’esercizio fisico. Non a caso lo slogan lanciato dall’Adi è “Camminare è salute” ed è sostanzialmente il “primo comandamento” per una vita equilibrata. Ma cosa si intende per “camminare”, come e quanto dovremmo farlo? Gli esperti spiegano che – ed è un consiglio rivolto a persone di tutte le età – sarebbe il caso di passeggiare speditamente per 3 volte alla settimana e per 45 minuti. Dopo queste camminate va da sé che ingozzarsi sarebbe il miglior modo per invalidare tutto il tempo trascorso a passeggiare. Invece, spazio alla dieta mediterranea, concepita non solo sul concetto di mangiare puro e semplice ma anche sui valori della convivialità, gustando il movimento come il riposo.

Un’indagine effettuata da Coldiretti in collaborazione con l’Istituto di ricerca Ixè, ha svelato che nell’ultimo anno il 49% degli italiani ha provato a seguire una dieta ipocalorica. Il 25% lo ha fatto per dimagrire, mentre il rimanente solo perché “obbligato” da una malattia, come ad esempio diabete, colesterolo alto, celiachia.
Quasi il 60% della popolazione italiana ha reali problemi di peso, con il Molise che si aggiudica il primato della classifica maschile con il 64% degli uomini sovrappeso, cui seguono i campani con il loro 61,6%.

Per quanto riguarda le donne bandiera nera alla Basilicata (46,5%) e bandiera grigia alla Puglia (44,1%). Stando a Coldiretti, si comporta meglio il Nord Italia: Trentino-Aldo Adige, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia includono gli abitanti più in forma.

 

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Redazione

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