Pubblicato il 11 ottobre 2016

H&M e Wwf insieme per animali a rischio, ma Clean Clothes Campaign è perplessa

Un’iniziativa realizzata in collaborazione tra la nota catena di negozi di abbigliamento H&M e una tra le più importanti organizzazioni ambientaliste, il Wwf, per combattere contro la minaccia di estinzione di alcune delle specie animali più a rischio. Come ogni giorno abbiamo modo di notare, crescono sempre più le buone prassi rivolte alla tutela della fauna nel mondo, ma questo accordo si discosta dagli altri perché si rivolge prima di tutto ai bambini, coloro che in futuro probabilmente dovranno confrontarsi con gli stessi problemi di oggi. Sicché sottovalutare informazione ed educazione preventive sarebbe un grave errore.

La tigre, l’orso polare, il leopardo delle nevi e infine il simbolo del Wwf, il panda, sono tra le specie animali più minacciate. Si è allora pensato di dar vita a una nuova collezione di abbigliamento per bambini lanciata appunto da H&M su cui sono raffigurate stampe realistiche degli animali a rischio. Per ogni capo di abbigliamento venduto il 10% del ricavato verrà devoluto al Wwf che è sempre e costantemente in prima linea ove vi sia una minaccia di estinzione. Gli stessi abiti di H&M presenteranno anche delle scritte, messaggi pensati per sensibilizzare la comunità sull’importanza e la tutela della biodiversità come ad esempio “Proteggi il mio habitat”.

Ovviamente sarebbe un controsenso produrre vestiario senza rispettare alcun criterio di sostenibilità, per cui magliette, pantaloni, pigiami, saranno realizzati con cotone biologico certificato e – pare – tenendo conto di rigidi protocolli ambientali.

Mentre aspettiamo il lancio della collezione, ricordiamo che l’azienda di abbigliamento svedese e il Wwf collaborano già da qualche anno, da quando decisero di attuare una partnership che vertesse principalmente sull’importanza di una risorsa fondamentale come l’acqua e sul problema dei cambiamenti climatici. L’impegno di H&M con Wwf avrebbe poi prodotto nel tempo buoni risultati perché, grazie alle conoscenze dei professionisti dell’Organizzazione, si sarebbe arrivati a una strategia alla quale auguriamo davvero di ridurre il proprio impatto ambientale.

Tuttavia ci sembra doveroso riferire quanto denunciato dalla Clean Clothes Campaign – l’organizzazione internazionale che si occupa del miglioramento delle condizioni lavorative nell’ambito dell’industria tessile globale – secondo cui l’ispirazione ambientalista di H&M non sarebbe altro che un’operazione commerciale e di facciata. Solo marketing, in sostanza, sfruttando il nome del Wwf per far mostra di un’impresa attenta a determinati valori senza però cambiare il proprio modello di business che registrerebbe di fatto un volume troppo alto di vendite, tassi di crescita eccessivamente rapidi e consumo abnorme. Quello di cui ha paura Clean Clothes Campaign è, come riporta una nota, che «l’azienda stia approfittando ancora una volta di un’opportunità di marketing che porterà a un cambiamento piccolo per le persone interessate traendo in inganno i consumatori».

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Redazione

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