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Pubblicato il 6 ottobre 2016

Crolla il maggior ospedale di Aleppo, l’Onu: «Inferno sulla Terra»

Aleppo è sempre più avviluppata dalle fiamme dell’inferno di una guerra che non trova tregua e che recentemente ha distrutto il più grande ospedale della città, dopo gli insistenti bombardamenti delle forze filo-governative di Bashar al-Assad, supportate dall’esercito russo.

Alle 10 vittime – un bilancio provvisorio – si aggiunge il dramma di aver perso la struttura ospedaliera, conosciuta come M10, indispensabile in ogni caso, ma ancor più in un contesto come quello siriano in cui le vittime di guerra crescono di ora in ora. Il fatto ancora più grave è che, come ha dichiarato Rami Abdel Rahmane, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo, «la struttura sanitaria era da settimane mira dei raid aerei». Così il punto di riferimento sanitario di Aleppo al momento non è in grado di occuparsi dei pazienti.

Esiste un secondo ospedale in città, che è tra l’altro l’unico finora a non essere crollato, un posto in cui i medici sono costretti a lavorare in maniera precaria «con un flusso di centinaia di feriti in agonia sui pavimenti dei reparti e nei corridoi», ha fatto sapere Pablo Marco, coordinatore delle operazioni di Medici Senza Frontiere nel Medio Oriente, aggiungendo come spesso in mancanza di sale operatorie funzionanti, i chirurghi siano costretti ad effettuare interventi d’urgenza delicatissimi sui pavimenti del pronto soccorso.

Le stesse Nazioni Unite hanno apostrofato il conflitto siriano come “Inferno sulla Terra”, soprattutto dopo il fallimento dello scorso 19 settembre quando si tentò di stabilire una tregua ma senza successo.

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