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Pubblicato il 25 settembre 2016

“Salva il suolo”, la petizione per difendere la Terra

Almeno un milione di firme per far sentire la propria voce, partecipare in modo attivo al drammatico problema legato al consumo del suolo. Questo è l’obiettivo da raggiungere secondo l’Eci (Iniziativa dei Cittadini Europei) People4Soil per fare la propria parte a favore della salvaguardia della Terra. L’Italia si prepara così alla raccolta firme all’interno della campagna “Salva il suolo” che, oltre a farsi carico di questo compito, vuole anche sensibilizzare e informare la collettività sulla salute del nostro Pianeta e sulle conseguenze alle quali si sta andando incontro abusando in maniera scriteriata della terra.

Il suolo, come sappiamo, è tra le risorse strategiche più importanti da preservare poiché da esso provengono cibo, acqua, tutela della biodiversità e regolazione dei cambiamenti climatici. Sostenitori della raccolta firme, e quindi dell’iniziativa dei cittadini europei, in Italia sono le associazioni più importanti: Acli, Coldiretti, FAI, INU, Legambiente, LIPU, Slow Food e WWF, unite in una vera e propria task force che in una dichiarazione congiunta hanno spiegato come «le firme dei cittadini serviranno a trasformare una sensibilità sempre più diffusa in un tema dell’agenda parlamentare europea, per imporre ai politici del Vecchio Continente l’ascolto dei cittadini e fare in modo che le istituzioni europee riprendano in mano la bussola delle politiche ambientali».

Sicuramente si sono registrati dei progressi riguardo il tema della sostenibilità e nel tempo sono cresciute le organizzazioni in ogni parte d’Europa per lanciare un messaggio tanto semplice quanto efficace: la tutela del suolo riguarda tutti. Ma c’è ancora molto da fare, come del resto riportato da una nota di una delle tante organizzazioni interessate in cui si dice: «Il fatto che l’UE non abbia ancora una legislazione per arginare il consumo e il degrado di suolo contraddice la centralità che, fin dall’origine, il progetto comunitario europeo assegnò alla sicurezza e alla sovranità alimentare, da attuare garantendo il lavoro agricolo e l’accesso alla buona terra come presupposti per il benessere e la convivenza pacifica dei popoli europei».

D’altronde è un ragionamento piuttosto istintivo considerare come il problema del suolo trascini dietro di sé altre criticità non meno rilevanti; tanto per cominciare le coltivazioni intensive sono una prassi quotidiana che, naturalmente, colpisce le comunità locali in modo diretto costringendole a spostarsi. E non è tutto perché i suoli europei trattengono una grossa quantità di carbonio che equivale ad oltre 40 volte le emissioni di CO2 dei servizi di trasporti, del settore civile e dell’industria. Si aggiunga anche che è di nuovo il suolo a provvedere alla depurazione delle acque, assorbendole e trattenendole, svolgendo così una prevenzione naturale nei confronti delle tragedie provocate dalle alluvioni, alle quali siamo sempre più soggetti.

Di qui si capisce facilmente quanto sia fondamentale agire tempestivamente per spronare l’Europa a fare di più e a fare meglio, attuando un programma di obiettivi precisi e vincolanti. Per questo le associazioni, congiuntamente, chiedono di non subire passivamente una situazione divenuta insostenibile e invitano a firmare la petizione aderendo alla campagna “Salva il suolo”.

 

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