kukua

Pubblicato il 15 settembre 2016

Contro l’analfabetismo c’è SIMA, l’app che insegna a leggere e a scrivere

Kukua, la startup fondata lo scorso anno da Lucrezia Bisignani, è tra le finaliste del concorso EduApp4Syria, una gara internazionale finanziata dalla NORAD (Norwegian Agency for Development Cooperation) che si occupa di innovazioni tecnologiche allo scopo di portare l’istruzione in un contesto complesso come quello siriano. A disposizione della startup sono stati messi 350.000 dollari che serviranno per sviluppare un’applicazione educativa – SIMA è il suo nome – che ha l’obiettivo di insegnare a leggere e a scrivere ai bambini siriani.

Kukua può vantare uno staff del tutto innovativo perché, oltre che di tecnici che di fatto si occuperanno della progettazione dell’app, al suo interno dispone di educatori e psicologi in grado di collaborare al progetto e apportare un significativo contributo. L’obiettivo della startup non si limita solo alla Siria ma è molto più ambizioso: portare, attraverso un buon utilizzo della tecnologia, l’istruzione nei Paesi dove le scuole non sono accessibili perché logorate da guerre, carestie, povertà e stati di emergenza.

Il progetto SIMA è stato premiato per il buon intento ma anche per la lungimiranza: che futuro sarà quello dei bambini, le vittime più importanti di ogni conflitto, se oggi viene negato loro il diritto all’istruzione? Inconcepibile immaginare una società di analfabeti. La startup proverà a rispondere in modo pratico a un’evenienza così catastrofica. Tra le famiglie siriane esiste, per fortuna, una grande diffusione di smartphone ed è proprio la tecnologia mobile che Kukua vuole sfruttare, in modo da concepire un’app fluida e semplice, in grado di attirare su di sé l’attenzione dei bambini attraverso l’esperienza ludica. SIMA sarà un gioco per imparare, e il target di riferimento è la fascia di minori di età compresa tra i 5 e i 10 anni. Scelta non casuale perché sono questi gli anni più importanti nella fase di apprendimento, inevitabilmente legata al benessere psicosociale.

L’applicazione ha già superato un primo test in Libano, nella Beqqa Valley, dove la squadra di Kukua ha trascorso diverse settimane insieme ai rifugiati e alle loro famiglie. Rispetto a questa esperienza, la 24enne fondatrice di Kukua Lucrezia Bisignani ha commentato: «Ad oggi, il nostro impegno si è concentrato in Africa Sub­Sahariana, dove il tasso di analfabetismo è molto elevato. Siamo estremamente grati ed emozionati per l’opportunità ricevuta dalla competizione EduApp4Syria di espandere il nostro lavoro in Siria, permettendoci di raggiungere molti più bambini e di offrire loro un’istruzione di qualità, diritto che a causa della guerra non gli viene riconosciuto da anni».

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