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Pubblicato il 9 settembre 2016

Pechino si affida al crowdfunding per salvare la Grande Muraglia Cinese

Il popolo cinese mostra tutta la propria unità adottando simbolicamente la Grande Muraglia Cinese. E’ partita alla fine di agosto una imponente campagna di crowdfunding sul web per restituire forza e vigore al simbolo per eccellenza della dinastia Ming e dell’intera nazione d’Oriente. La monumentale e chilometrica costruzione, l’unica opera dell’uomo ben visibile dallo Spazio, meta di circa 10 milioni di visitatori ogni anno, infatti, cade letteralmente a pezzi.

E questo non soltanto a causa di una scarsa manutenzione, ma piuttosto per via dell’inciviltà dei tanti turisti che ogni giorno saccheggiano mattoni da portare a casa come souvenir o più banalmente per via della prassi dei residenti più poveri che si riforniscono presso la Grande Muraglia per ottenere materiali per nuove costruzioni.

Ed è per questo che a Pechino è scattato un piano per cercare di far tornare la Grande Muraglia – costruita circa duemila anni fa, dichiarata nel 1987 dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco e inserita nel 2007 tra le sette meraviglie del mondo moderno – agli antichi fasti.

Nell’era del web, i funzionari cinesi non potevano non puntare sulla forza e sulla generosità della rete. Così è stata lanciata una campagna di crowdfunding destinata ad essere ricordata come una delle più ambiziose e partecipate.

Finora, sono infatti più di 16mila le persone che hanno deciso di partecipare alla raccolta dal basso e da quando è stata lanciata l’iniziativa, a fine agosto, sono stati raccolti circa 40mila euro.

L’obiettivo è quello di raccogliere 1,46 milioni di euro (11 milioni di Yuan) entro il primo dicembre. Contemporaneamente, così come annunciato sul sito ufficiale dell’amministrazione di Pechino, verranno creati dei “gruppi d’indagine per la conservazione in ogni provincia” e scatteranno multe da 5.000 yuan per chi sarà sorpreso a danneggiare il monumento.

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Redazione

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