Aleppo emergenza acqua

Pubblicato il 22 agosto 2016

Emergenza acqua ad Aleppo: l’Unicef chiede di poter intervenire

«In Siria nessun bambino è al sicuro, fino a quando si trascinerà il conflitto», così ha dichiarato il portavoce Unicef di Ginevra, Christophe Boulierac che, continua, «almeno 3.7 milioni minori siriani sotto i 5 anni non conoscono altro che fughe, violenza e insicurezza; circa 306.000 di essi sono nati con lo status di rifugiati nei Paesi limitrofi e stimiamo che complessivamente sono 8.4 milioni quelli che hanno bisogno di aiuti umanitari in Siria e nei dintorni».

Il portavoce Unicef di Ginevra illustra anche la drammatica situazione di Aleppo. Com’è noto nella Capitale mancano i servizi fondamentali di uso quotidiano tra cui elettricità e gas ma, soprattutto, manca l’acqua. E nelle ultime settimane la situazione, già grave, è andata ulteriormente peggiorando, soprattutto per coloro che abitano nellla parte orientale della città. Ne consegue che ognuno si disseta come può, spesso attingendo acqua da fonti malsane, causa di numerose malattie che colpiscono in prima istanza i bambini.

Christophe Boulierac ci fa sapere che l’Unicef è stata in grado di fornire 300.000 litri di carburante necessari al funzionamento dei generatori per le stazioni di pompaggio idriche e dei pozzi a terra nella zona orientale di Aleppo, così riesce attualmente a fornire acqua a 1,2 milioni di persone. Inoltre, la nota Organizzazione ha distribuito compresse per la purificazione dell’acqua, rendendone potabile 4 milioni di litri su base giornaliera nella parte occidentale della città.

Ma è la stessa Unicef a lanciare l’allarme parlando di una situazione insostenibile, sarebbe d’altronde surreale che da sola riuscisse a far fronte a questo tipo di problema, tanto più che gli operatori non hanno accesso a tutte le zone di Aleppo che dunque sono abbandonate al loro destino. A destare particolare preoccupazione è proprio la parte orientale della Capitale dove la gente – tra cui 100.000 bambini – si disseta da pozzi contaminati da materiale fecale. Bere quell’acqua equivale ad andare incontro a malattie di non trascurabile gravità. Come ha sempre fatto, l’Unicef continua a lavorare e a fare il possibile per limitare i danni determinati da questa situazione ma rivolge il proprio appello affinché tutte le parti impegnate nel conflitto permettano immediatamente l’accesso sicuro ai tecnici per provvedere alle riparazioni urgenti delle reti elettriche, cosicché l’acqua possa venir ripristinata in tutta Aleppo.

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