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La storia di Kevan: dentro lo zaino alla scoperta dell’Europa

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L’Europa, con il suo fascino irresistibile, è meta ogni anno di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Dalla Cina, dal Giappone, dagli Stati Uniti, ogni anno il Vecchio Continente accoglie migliaia di persone e ognuno organizza la propria vacanza come crede: chi attraverso agenzie di viaggio con guide turistiche, chi in maniera più autonoma con le cartine dei luoghi comprate in precedenza e piene di appunti, chi in crociera, chi all’avventura. Nell’ultimo tipo di approccio al viaggio rientrano soprattutto i più giovani; in particolare per i ragazzi statunitensi è praticamente un sogno irrinunciabile partire per l’Europa con lo zaino in spalla, è uno di quei riti che poi si ricorderanno per tutta la vita.

Purtroppo, non tutti possono regalarsi questo sogno. Per Kevan Chandler, ragazzo 30enne proveniente dall’Indiana, sembrava praticamente un miraggio. Affetto da atrofia muscolare spinale, una rara malattia neurodegenerativa, da anni è costretto a muoversi solo grazie all’aiuto della sua sedia a rotelle. E degli zaini degli amici. Sì perché gli amici del ragazzo americano, evidentemente molto ingegnosi, ce lo hanno messo dentro al posto dei consueti oggetti con cui di solito si riempie il proprio bagaglio. Così Kevan ha viaggiato sulle spalle di Ben Duvall, Tom Troyer e Philip Keller che 3 anni fa, nel corso di una gita nella Carolina del Nord, avevano messo a punto uno zaino per escursioni con una struttura di metallo. L’esperimento aveva prodotto buoni risultati (Kevan a causa della sua malattia pesa solo 30 kg), tanto da indurre la compagnia a puntare più in alto e realizzare tutti insieme il grande sogno: un viaggio in Europa.

I quattro ragazzi sono partiti a giugno e hanno trascorso una settimana in Francia, una in Inghilterra e l’ultima in Irlanda. «Sulla mia carrozzina ero comodo ma ho realizzato che a volte bisogna assolutamente uscire dalla propria zona di comfort», ha dichiarato il ragazzo 30enne.

L’atrofia muscolare spinale (Sma) è tra le cause più comuni di mortalità infantile, per quanto rara, ed è caratterizzata dall’inefficienza di alcuni neuroni motori del midollo spinale oltre alla mancanza del gene Smn1. Al momento la ricerca scientifica non ha ancora scoperto una cura efficace.

Nonostante la difficile situazione però, il gruppo di amici non si è scoraggiato ed ha aperto una campagna di raccolta fondi sul sito GoFundMe, grazie al quale in qualche mese sono stati raggiunti 33.000 dollari, quanto necessario per i biglietti, il vitto e l’alloggio. Le tre settimane sono state memorabili per i ragazzi, e Kevan ha fatto sapere che il suo viaggio, idealmente, proseguirà attraverso l’uscita di un libro in cui racconterà la sua esperienza, nella speranza che possa raggiungere quanti più disabili possibile e spiegare loro che realizzare i propri sogni è possibile.

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