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C’è la “pace” di Bucarest, ma è un passo verso la Grande Guerra

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10 agosto 1913 – A Bucarest (Romania) i rappresentanti di Bulgaria, Romania, Grecia, Serbia e Montenegro si riuniscono per firmare l’accordo che avrebbe posto fine alla Seconda guerra balcanica. Con quest’ultimo viene modificato e superato il precedente trattato di Londra, sempre nel 1913, stipulato alla fine della Prima guerra balcanica. Entrambi i conflitti sono l’uno la conseguenza dell’altro, ma è importante rimarcare come gli attriti tra i Paesi dell’Est Europa, siano una delle cause determinanti allo scoppio della Prima guerra mondiale, che supererà i confini balcanici per dilagare prima in Europa e successivamente coinvolgere le più importanti potenze mondiali.

Il trattato di Bucarest dell’agosto del 1913 sconvolge profondamente la geografia politica dei Balcani e si tratta di un accordo che in realtà ha più valore di armistizio che non di un’effettiva pace. I Paesi firmatari dell’accordo restano infatti insoddisfatti, i confini vengono ristabiliti senza tener conto dei criteri storici, linguistici ed etnici. L’anno successivo l’Europa sarebbe implosa anche a causa del malcontento dell’Est, dando impulso allo scoppio della Grande Guerra.

 

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