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Pubblicato il 3 agosto 2016

Il Festival di Villa Ada incontra INTERSOS

Sulle rive del laghetto di Villa Ada, a Roma, un’installazione artistica che racconta un’emergenza umanitaria vicina a noi e anche attuale: le vite dei profughi in cammino verso una vita nuova in Europa.

L’installazione, che fa da sfondo al festival Villa Ada Roma Incontra il Mondo 2016 che si svolgerà fino al 15 agosto, si chiama 5.30 AM in Berkasovo, Serbia.16 October 2015 ed è a cura di Alessio Cupelli per INTERSOS, l’organizzazione umanitaria che opera in tutto il mondo a favore delle popolazioni in pericolo, vittime di calamità naturali, conflitti armati o condizioni di esclusione estrema.

Le foto che compongono l’installazione sono state scattate dallo stesso Cupelli in una fredda alba dello scorso autunno, a Berkasovo, tra Serbia e Croazia, insieme agli operatori umanitari della Ong impegnati ad assistere i profughi in cammino verso la frontiera. Solo nello scorso autunno, tra le 4 mila e le 7 mila persone hanno attraversato ogni giorno il confine tra Serbia e Croazia, compiendo viaggi lunghi, difficili e senza certezze, per mettersi in salvo da guerre e violenze, cercando di raggiungere l’Europa del Nord.

Ciascuno dei profughi, migranti o richiedenti asilo ha un nome, una propria identità e una storia da raccontare. Non bisogna mai dimenticare ciò e proprio per questo è nata la campagna #lichiamiamopernome di INTERSOS con l’intento di aiutare coloro che hanno perso tutto: più di 50 mila persone rimaste bloccate in Grecia in seguito alla chiusura della frontiera con la Macedonia, in maggioranza donne e bambini provenienti da Siria, Afghanistan o Iraq.

 

Unito: laurea in innovazione sociale, comunicazione, nuove tecnologie
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