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Open Government: è anche una questione di accountability

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La bozza del Terzo Piano d’Azione Nazionale dell’Open Government in Italia è stata pubblicata il 16 luglio ed è sottoposta a consultazione pubblica fino al 31 agosto sul sito Open.gov.it

Ma che cos’è l’Open Government? “Open Government Partnership (OGP) è un’iniziativa multilaterale promossa da Governi e società civile per l’adozione di politiche pubbliche improntate alla trasparenza, alla partecipazione, alla lotta alla corruzione, all’accountability e all’innovazione della pubblica amministrazione”. L’iniziativa oggi impegna 70 Paesi e coinvolge migliaia di organizzazioni e persone in tutto il mondo. 

L’Italia ha aderito nel lontano 2011 ma finora il suo ruolo è stato piuttosto defilato. Con il Terzo Piano d’Azione il Ministro Madia si impegna a cambiare passo e ad accelerare l’implementazione dei principi di trasparenza, partecipazione e accountability nella Pubblica Amministrazione e nei suoi rapporti con la società civile.

La bozza del terzo Piano “è l’esito:

  • di un percorso di partecipazione della società civile riunita nell’Open Government Forum, chiamata – in una prima fase – ad esprimere le proprie priorità e – successivamente – ad una consultazione sul miglioramento delle azioni;
  • di un processo di collaborazione con le diverse amministrazioni coinvolte, riunite in un gruppo di lavoro istituzionale, che hanno definito le azioni da inserire nella strategia 2016-2018 anche sulla base delle priorità indicate dalla società civile”.

Come accennato fino al 31 agosto 2016 è aperta la consultazione on line sul miglioramento delle azioni e degli impegni inseriti nella prima bozza di piano.

Il Piano consiste in un complesso di azioni, oltre trenta, che coinvolgono Amministrazioni centrali e locali, articolato in tre ambiti:

  1. Trasparenza e open data;
  2. Partecipazione e accountability;
  3. Cittadinanza digitale e innovazione.

Secondo il Ministro Madia “per il nostro Governo l’Open Government, con i suoi principi ispiratori (…) rientra pienamente negli obiettivi complessivi di riforma della pubblica amministrazione, anche per riavvicinare i cittadini alle istituzioni”. Speriamo sia proprio così perché, soprattutto sulla concreta attuazione di questi princìpi, non sono più sostenibili rinvii e impegni disattesi.

Di seguito la presentazione del Terzo Piano d’Azione Nazionale dell’Open Government in Italia. Per la consultazione del testo integrale si rinvia alla pagina web.

 

Presentazione

Il contesto

Open Government Partnership (OGP) è un’iniziativa multilaterale promossa da Governi e società civile per l’adozione di politiche pubbliche improntate alla trasparenza, alla partecipazione, alla lotta alla corruzione, all’accountability e all’innovazione della pubblica amministrazione.

Non si tratta della mera adesione a generici principi: i Paesi aderenti devono impegnarsi a perseguire gli obiettivi dell’OGP attraverso specifiche iniziative, contenute in piani d’azione di durata biennale, adottati in seguito a un confronto con la società civile che vigila sulla loro attuazione.

L’Italia ha aderito all’Open Government Partnership nel settembre 2011, condividendo i principi e i valori che ne sono alla base.

Questo action plan – il terzo dall’adesione del nostro Paese – rappresenta un importante passo avanti nell’impegno per realizzare questi obiettivi nel periodo 2016‐2018.

Viviamo l’era della trasparenza e della trasformazione digitale, ed è responsabilità dei Governi combattere la corruzione, migliorare la qualità delle scelte amministrative e dei servizi erogati a cittadini e imprese, anche grazie alla partecipazione e al controllo dei cittadini.

Non è casuale che l’affermazione dell’Open Government abbia coinciso con l’avvento della rivoluzione digitale: i principi di trasparenza, partecipazione, accountability e collaborazione che ne sono alla base, infatti, possono essere pienamente realizzati solo grazie all’utilizzo adeguato e consapevole dell’informatica e di Internet.

La crescita di questo movimento è rappresentata efficacemente dalla veloce crescita dell’Open Government Partnership che, da otto Paesi fondatori nel 2011, è arrivata ad avere oggi ben 70 Nazioni aderenti e coinvolge centinaia di organizzazioni della società civile e migliaia di innovatori da tutto il mondo.

L’Italia, fin qui, pur avendo aderito tra i primi Paesi, non ha assunto un ruolo guida nella Partnership, ma – con questo action plan – intende avviare una strategia complessiva che consenta di raggiungere significativi risultati in materia di trasparenza, partecipazione, lotta alla corruzione e innovazione della pubblica amministrazione.

Siamo infatti convinti che la concreta attuazione dei principi di Open Government sia necessaria per promuovere un’amministrazione che sia in grado:

  • di migliorare la qualità delle proprie decisioni;
  • di rendicontare efficacemente l’utilizzo delle risorse pubbliche;
  • di combattere risolutamente la corruzione;
  • di stringere un patto di collaborazione con i cittadini, capitalizzando le esperienze e le competenze della società civile.

È in quest’ottica che presentiamo il terzo piano d’azione dell’Italia, che rappresenta un significativo miglioramento rispetto alle edizioni precedenti: non solo perché gli impegni assunti sono numerosi, ambiziosi e significativi – e riteniamo che possano attuare concretamente i principi dell’amministrazione aperta – ma anche per il modo con cui sono stati sviluppati.

Il documento è stato elaborato con la partecipazione dei rappresentanti della società civile, riuniti grazie all’istituzione di un Open Government Forum, aperto a tutte le organizzazioni attive sui temi dell’amministrazione aperta. Il piano è stato redatto dal Dipartimento per la funzione pubblica, sulla base delle proposte delle pubbliche amministrazioni coinvolte che, nella definizione delle azioni, hanno tenuto conto – per quanto possibile – delle priorità segnalate dalle organizzazioni della società civile consultate.

Naturalmente, il ricorso alla collaborazione non significa che questo piano contiene tutte le azioni richieste dalla società civile e ci sono sicuramente degli ambiti in cui il piano avrebbe potuto essere più ambizioso. Questa continua tensione al miglioramento, elemento distintivo del governo aperto, ci consente di conoscere le aspettative della società civile in modo da condizionare i futuri impegni.

Il terzo Action Plan

Nello sviluppo di questo piano, abbiamo inserito azioni che consentano al Paese di aprirsi ulteriormente, in linea con i valori OGP di accesso all’informazione del settore pubblico, partecipazione civica, accountability e digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Riteniamo che questi impegni, nel loro complesso, rappresentino un significativo passo in avanti.

Dopo l’adozione del Freedom of information act (Foia), nell’ambito della riforma della pubblica amministrazione, lavoreremo per rendere effettivo il diritto di accesso civico e per monitorarne l’attuazione, in modo da comprendere come rafforzarlo ulteriormente in futuro.

Tra i primi Paesi ad aderire al progetto dell’International Open Data Charter, oggi l’Italia si doterà di una nuova strategia sui dati aperti della pubblica amministrazione in modo da dare priorità alle richieste che provengono dalla società civile, migliorando la qualità e la disponibilità delle informazioni, rafforzando la trasparenza e incentivando il riutilizzo dei dati pubblicati.

Negli anni scorsi, l’Italia ha avviato importanti progetti di trasparenza come Soldipubbici, OpenCoesione, ItaliaSicura e Opencantieri: con il terzo action plan daremo continuità a questi progetti, potenziandoli, avviando altre iniziative sulla trasparenza degli investimenti pubblici, sui lavori per la banda ultralarga, sulla spesa dei fondi per la cooperazione internazionale, sulla scuola, sul sistema penitenziario oltre che sull’importantissimo settore dei trasporti. Si tratta di impegni che hanno l’obiettivo di promuovere la trasparenza come strumento di partecipazione e monitoraggio civico ma anche di favorire il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini.

Il nostro dialogo con la società civile e con i cittadini, avviato con la stesura del Piano, proseguirà attraverso l’implementazione di una strategia della partecipazione che – traendo spunto dalle esperienze e dagli errori del passato – preveda l’adozione di linee guida operative sui processi di partecipazione (quali consultazioni e petizioni) e la realizzazione di significative esperienze, anche a livello locale grazie al coinvolgimento di amministrazioni regionali e comunali.

Si tratta di una significativa novità: è la prima volta che all’interno dell’action plan vengono inseriti gli impegni di amministrazioni diverse da quelle statali. Questo rende il piano un’iniziativa di tutto il Paese, facendo in modo che l’Open Government possa davvero essere conosciuto e percepito dai cittadini, anche sui territori.

Le amministrazioni comunali e regionali, oltre alla partecipazione, saranno impegnate in progetti rilevanti per la prevenzione della corruzione e la tutela dei diritti digitali.

Lavorare per la digitalizzazione della pubblica amministrazione significa assicurare una più efficace fruizione dei servizi attraverso il potenziamento di SPID, il sistema pubblico di gestione dell’identità digitale che consentirà di accedere con le stesse credenziali ai servizi in rete di tutte le pubbliche amministrazioni ed in prospettiva anche ai servizi offerti dai privati.

Inoltre, parallelamente ad azioni volte a promuovere la cultura del governo aperto tra i dipendenti pubblici e i cittadini, realizzando “Italia.it”, un unico punto di accesso verso la pubblica amministrazione.

Di seguito, le azioni del piano sono analiticamente descritte, seguendo gli standard forniti da OGP e aggregati secondo tre ambiti:

  1. Trasparenza e open data;
  2. Partecipazione e accountability;
  3. Cittadinanza digitale e innovazione.

Per ciascuna azione sono indicati i soggetti responsabili, gli obiettivi prefissati, gli impegni specifici e i tempi di attuazione.

Metodologia di lavoro

Una delle principali novità di questo terzo piano di azione è il metodo con cui è stato sviluppato, metodo che ci impegniamo a utilizzare, migliorandolo continuamente, per tutta la fase di attuazione e monitoraggio delle azioni.

Questo stesso documento è l’esito:

  • di un percorso di partecipazione della società civile, chiamata – in una prima fase – ad esprimere le proprie priorità e – successivamente – ad una consultazione sul miglioramento delle azioni;
  • di un processo di collaborazione con le diverse amministrazioni coinvolte, riunite in un gruppo di lavoro istituzionale, che hanno definito le azioni da inserire nella strategia 2016‐2018 anche sulla base delle priorità indicate dalla società civile.

Per consentire questo lavoro, il Dipartimento per la funzione pubblica ha quindi creato:

  • un gruppo di lavoro al quale sono state invitate tutte le amministrazioni centrali e rappresentanti di quelle regionali e locali;
  • un Forum delle organizzazioni della società civile che, al suo avvio, conta già oltre 50 soggetti coinvolti, i cui rappresentanti hanno già iniziato a lavorare in gruppi tematici per la redazione del piano. Il contributo del Forum sarà centrale anche nelle fasi di attuazione e monitoraggio delle azioni.

La creazione dell’Open Government Forum (che è parte integrante della strategia di partecipazione inclusa nel presente piano e il cui funzionamento è descritto nell’Allegato A del presente documento) risponde alla volontà di superare i limiti dei due precedenti piani d’azione italiani per OGP.

In entrambi i casi (2012‐2014 e 2014‐2016), l’Indipendent Reporting Mechanism aveva raccomandato l’istituzionalizzazione di un Forum allargato agli stakeholders, la definizione di regole e tempi certi per le consultazioni oltre alla messa in campo di attività di sensibilizzazione volte a promuovere l’attività italiana in seno alla Partnership.

Dopo l’istituzione del Forum (il cui primo incontro si è tenuto il 6 giugno 2016 alla presenza del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia), il lavoro per la redazione del piano prevede due fasi:

  1. 6 giugno‐15 luglio 2016: consultazione con la società civile sulle priorità per il terzo action plan;
  2. 15 luglio – 30 agosto 2016: consultazione on line sul miglioramento delle azioni e degli impegni inseriti nella prima bozza di piano.

Attuazione del piano

Dopo la chiusura della consultazione, nel mese di settembre 2016, saranno avviate le azioni che si svolgeranno secondo i tempi previsti per ciascun impegno.

Il sito utilizzato per la consultazione sul piano, www.open.gov.it, diventerà centrale per tutto il periodo di attuazione del piano, dal momento che ospiterà tutti i documenti relativi alle attività del Forum e consentirà di monitorare l’effettivo rispetto degli impegni presi, mantenendo la più alta trasparenza sul processo e sui risultati raggiunti.

La pubblicazione di questo piano è, quindi, l’inizio di un percorso. Non solo perché la fase più delicata, come ci insegna l’esperienza, sarà quella dell’attuazione. Ma anche perché, ove ne ricorrano le condizioni, potranno essere aggiunti ulteriori impegni rispetto a quelli del presente documento, in modo da raccogliere le istanze della società civile e dei cittadini e dimostrare il reale impegno per l’affermazione di un governo aperto.

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