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Ecco le linee guida del progetto Civic contro l’illegalità ambientale

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Dopo due anni di lavoro di analisi sulle criticità all’interno delle filiere dei rifiuti, dell’agroalimentare e del commercio illegale delle specie in via d’estinzione più colpite da fenomeni di illegalità sono stati presentati i risultati e le linee guida del progetto Civic (Common Intervention on Vulnerabilities in Chains) finanziato dalla DG Home Affairs della Commissione Europea e realizzato dal Corpo forestale dello Stato, dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli e da Legambiente Onlus.

Il progetto Civic era stato avviato nel 2014 con lo scopo di raccogliere informazioni su queste tre filiere, importanti per la lotta alle agromafie ed ecomafie, e individuare le debolezze nei tre processi criminali al fine di proporre soluzioni efficaci per eliminarle.

Da qui sono state stese le linee guida che vedremo qui di seguito nel dettaglio.

Nella filiera dei rifiuti, in particolare materiali plastici e rifiuti elettronici (Raee), è emerso: il bisogno di estendere tra i Paesi membri Ue il delitto di traffico organizzato di rifiuti, l’incentivo alla raccolta differenziata e alla differenziazione all’origine dei rifiuti; il miglioramento della tracciabilità, anche utilizzando i più moderni strumenti tecnologici e di investigazione. Inoltre, l’adozione di misure fiscali ed economiche per favorire il recupero di materia, valorizzando il Green public procurement; la disposizione di controlli più rigorosi e coordinati sui flussi transfrontalieri, definendo modelli di analisi dei rischi e standard di controllo uguali per ogni Paese membro.

Per quanto concerne invece la filiera agroalimentare, in cui sono stati esaminati l’olio extravergine d’oliva e il parmigiano reggiano si evidenziano: l’ampliamento a livello europeo del sistema di tracciabilità informatico esistente per l’olio di oliva nel nostro Paese; l’implementazione e l’ufficializzazione a livello europeo dell’impiego di marcatori biochimici per la determinazione dell’origine dei prodotti agroalimentari, in particolare di olio e latte; l’adozione di strumenti innovativi di tracciabilità analitica.

Infine, per quanto riguarda la filiera del commercio illegale delle specie in via d’estinzione, in particolare pellame di rettile e legno, vengono ripresi gli accordi tra Paesi esportatori e Unione europea per il consolidamento della trasparenza nella Pubblica Amministrazione; la previsione e il rafforzamento di misure interdittive internazionali, comunitarie e nazionali a carico delle persone fisiche e dei soggetti giuridici protagonisti di illeciti; l’invito alla Commissione europea a creare una banca dati unica per facilitare l’accesso e la condivisione d’informazioni utili.

Per fronteggiare la criminalità nei settori dei rifiuti, dell’agroalimentare e delle specie protette pertanto è necessario che ci sia un maggiore coordinamento a livello europeo, con sistemi comuni di controllo, monitoraggio e tracciabilità e misure repressive e di indagine.

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