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Torna a Roma “Il colore dell’erba”, il film da seguire a “occhi chiusi”

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A gennaio avevamo dato notizia dell’uscita di un film-documentario (leggi l’articolo) dal titolo emblematico per quelli che sono i temi trattati, relativi alla vita di due adolescenti non vedenti: “Il colore dell’erba”.

La pellicola è firmata Juliane Biasi Hendel, prodotta da Kuraj e da Indyca, con il sostegno del Mibact, di Trentino Film Commission, Piemonte Doc Film Fund e Rai3 e con il patrocinio dell’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti).

Ebbene, il fim torna con un altro imperdibile appuntamento, questa volta a Roma, al cinema Farnese, stasera alle 20.45 e domani alle 16.00.

Dunque, un’altra opportunità per chi non ha potuto godere dello spettacolo che si è già tenuto a Torino, Milano e Bologna.

Ricordiamo che la pellicola è il risultato di un progetto durato 4 anni che racconta la delicatissima età di passaggio dall’adolescenza al mondo adulto, con tutte le problematiche che questa fase di vita comporta. Difficoltà che riguardano tutti i ragazzi, che siano ciechi oppure no. Al centro, dunque, la storia dei due giovani protagonisti, Giorgia e Giona, i quali non possono vedere ma certamente percepiscono chiaramente le paure, le insicurezze e le sfide di una fase nuova della vita.

Così la sfida ingaggiata dalle due ragazze – quella di raggiungere da sole la gelateria che si trova vicino al lago – diventa occasione e metafora per cercare il ciascuna il proprio posto nel mondo. Parliamo di un film che è anche un’esperienza sensoriale, dal carattere inclusivo, rivolto a un pubblico di vedenti come anche di non vedenti. Perché altrettanto protagonisti sono i suoni a cui ha lavorato con ingegnosa perizia Mirco Menacci, il sound designer che in passato ha collaborato con registi come Marco Tullio Giordana e Ferzan Ozptek.

Per questo dicevamo che il film è, tra le altre cose, un’esperienza sensoriale. L’aspetto percettivo ha un ruolo primario, indaga tra le pieghe dell’emotività e invita lo spettatore, qualunque egli sia, a lasciarsi trasportare dalla forza empatica dei contenuti. Fino a comprendere, attraverso la vicenda di Giorgia e Giona, che il buio non è uno spazio vuoto destinato a rimanere tale ma piuttosto una sfida che tutti siamo in grado di vincere.

Di seguito, vi proponiamo il trailer del film.

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