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Un manuale sulla comunicazione sociale

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Grazie all’avvento dei social network il non profit ha trovato nuove strade per comunicare. Ma sorge spontanea una domanda: in quanti casi l’organizzazione insegue la propria visibilità e la comunicazione resta fine a se stessa e in quanti altri, invece, comunica portando avanti il proprio ruolo culturale e politico e persegue lo scopo per cui la comunicazione sociale nasce? A tale domanda cerca di rispondere il volume “La Comunicazione sociale. Manuale per le organizzazioni non profit” a cura di Gaia Peruzzi e Andrea Volterrani e pubblicato da Editori Laterza.

Il manuale sarà presentato martedì 12 luglio 2016 presso la sede dei CSV del Lazio Cesv e Spes in Via Liberiana a Roma.

All’incontro interverranno: Paola Capoleva, presidente Cesv Lazio; Andrea Volterrani, Università Tor Vergata; Marica Spalletta, Link Campus University; Donatella Parisi, Centro Astalli; Massimo Vallati, Radio Impegno e Giuseppe Chiantera, Termini Tv. Modera Stefano Trasatti, giornalista.

Il volume è stato pensato e scritto per gli studenti e per i professionisti del settore non profit. Dopo un excursus che percorre il profilo socio-culturale del mondo del non profit, il libro affronta le varie dimensioni della comunicazione del Terzo settore che spaziano da quelle più classiche come ad esempio l’ufficio stampa e la comunicazione organizzativa a quelle più attuali come lo storytelling, il fund raising, e i nuovi media digitali. Si tratta, dunque, di una guida fondamentale per conoscere i molteplici e importanti aspetti teorici e pratici di un settore che sta crescendo sempre di più.

Secondo gli autori la comunicazione sociale è «una comunicazione che non deve la sua definizione al chi la fa o al come la si fa, quanto, piuttosto, agli obiettivi che persegue, ossia una comunicazione dedita a fare società, nel senso di creare e diffondere relazioni improntate a criteri e sentimenti di fraternità e di comunanza, di eguaglianza e di sostenibilità sociale, con particolare attenzione ai bisogni dei soggetti vulnerabili e svantaggiati».

Particolare attenzione inoltre merita il capitolo sulla valutazione di impatto della comunicazione che rappresenta un tema importante, con il quale ancora adesso trovano difficoltà a confrontarsi anche il mondo del profit e dell’impresa.

Il manuale termina con una riflessione sul futuro della comunicazione sociale ossia che essa possa alla lunga colonizzare quella mainstream, rendendola più sensibile alle logiche della società, più che a quelle del mercato e della politica.

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