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Facebook: da oggi sarà più facile fare beneficenza online

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Appena un anno fa l’apertura alla richiesta di donazioni dirette sul social network da parte delle associazioni. Ora il padre di Facebook Mark Zuckerberg rilancia attraverso un’iniziativa che strizza l’occhio alla filantropia. Gli utenti potranno infatti sostenere delle raccolte di fundraising di organizzazioni umanitarie, promuovendole direttamente sul proprio profilo.

Alla base dell’iniziativa, la constatazione, da parte degli esperti di Facebook, che le persone siano decisamente più propense a donare il proprio denaro per sostenere una un’iniziativa già sostenuta e “pubblicizzata” da un proprio amico, rispetto a sostenere una causa aderendo direttamente alla richiesta dell’organizzazione che promuove la raccolta fondi.  Come a dire, se tu sei mio amico e sostieni questa causa, allora sicuramente sarà qualcosa per cui vale la pena investire i miei soldi.

La novità è stata introdotta dal lavoro del team Social Good di Facebook, lo stesso che ha ideato Safety Check ovvero la funzione con cui gli utenti possono far sapere ad amici e parenti che stanno bene durante un attacco terroristico o una catastrofe naturale.

L’iniziativa è stata annunciata nei giorni scorsi proprio sul social network attraverso un post in cui si legge, tra l’altro: “Stiamo introducendo un nuovo strumento per consentire alle persone di raccogliere fondi negli Stati Uniti per le organizzazioni non profit direttamente su Facebook. Le raccolte fondi permettono ai sostenitori di associazioni senza scopo di lucro di impostare una pagina dedicata dove condividere la storia, raccontare la missione dell’organizzazione e raccogliere fondi per un preciso obiettivo. Non vediamo l’ora di vedere come le persone sosterranno le cause che più gli stanno a cuore”.

Complessivamente le associazioni verificate per le quali sarà possibile attivare una campagna di crowdfunding sono circa 100 mila. La compagnia tratterrà il 5% delle donazioni ricevute e il restante 95% andrà alle non profit. Lo strumento attualmente è disponibile solo per l’1% della popolazione americana e nei prossimi giorni sarà diffuso anche nel resto degli USA.

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