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“Respiro”: i rifugiati debuttano sul palco del Teatro Argentina

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“Siete invitati a guardare l’invisibile”. E’ questo l’appello lanciato da Riccardo Vannuccini, il regista dello spettacolo teatrale “Respiro”, che debutta oggi (28 giugno) al Teatro Argentina di Roma. La particolarità della pièce è che a salire sul palco sono un gruppo di rifugiati provenienti dal continente africano e ospiti del C.A.R.A – Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Castelnuovo di Porto, che per l’occasione si trasformano in attori teatrali.

Lo spettacolo teatrale rientra in un più ampio progetto dal nome “Teatro in fuga”, promosso da Artestudio in collaborazione con MIBACT, Bando Migrarti, Cooperativa Auxilium, Teatro Di Roma, Cane Pezzato, Fondazione di Liegro, Programma Integra, Fondazione Astalli e Istituto Borgoncini Duca, che prevede prove aperte, lezioni, installazioni e incontri sul tema dei migranti.

Scappati dalle guerre e dalla miseria dei propri Paesi d’origine, sbarcati a Lampedusa dopo lunghi ed estenuanti viaggi a bordo di barconi di fortuna, i richiedenti asilo del CARA hanno intrapreso un nuovo ed entusiasmante viaggio guidati dal regista Vannuccini che per un anno li ha seguiti, consigliati, aiutati a incanalare le proprie emozioni e spesso le proprie frustrazioni verso l’arte.

Lo spettacolo Respiro fa parte di una “Trilogia del deserto” e viene dopo Sabbia, già presentato con grande successo ancora al Teatro Argentina di Roma l’anno scorso.

«I migranti sono la questione epocale del nostro tempo», spiega il regista. «Vi invitiamo a guardare quello che nessuna televisione potrà mai farvi vedere. Siete invitati a guardare l’invisibile. Proviamo a fare un racconto scenico con quelli che causa la guerra e la fame hanno attraversato il mare rischiando la vita. Uomini e donne fuggiti dai telegiornali per incontrare altri uomini e altre donne sulla spiaggia del palcoscenico. Per un teatro attuale. Questa performance è un reportage, una mappa, un abbecedario, una composizione poetica di scene fra teatro, danza e musica che fanno da finestra all’immaginazione per chiunque abbia voglia di domandarsi da che parte si dirige il mondo. Nessun folklore, nessuna pedagogia, al contrario del teatro che illustra e giudica, l’azione scenica qui si presenta come semplice evento».

“Inspirare, espirare. Accanto a me uno senza respiro. Il respiro affannato che ho attraversato il deserto due volte e per due volte mi sono perso. Il respiro trattenuto perché i soldati mi potevano trovare. Respiro piano mentre il camion gira fra le montagne. S’è fermato il respiro quando il mare ha coperto ogni cosa compreso il cielo. Un lungo respiro appena sono uscito dall’acqua. Ancora un respiro quando ho visto le sirene che cantavano tra le onde con mimose e lillà. Un respiro profondo prima d’incontrarti.”

Regia: Riccardo Vannuccini

Richiedenti asilo del C.A.R.A: Godfrey Nwabulor, Lamin Njai, Yaya Giallo, Joseph Eyube, Shadrach Osahon Okosun, Mubarak Rabin Bawa, Yusnu Bawa, Bakary Camara, Baba Drami, Ibrahim Sow, Camara Yeli, Mamadou Saleou, Kassim Isah, Emmanuel Lucky, Saibou Rakibou, Ibrahim Mohammed, Oudè Diabate, Odine Gideon, Barham Nbowe
e con Alba Bartoli, Maria Sandrelli, Eva Allenbach, Lars Rohm, Eva Grieco, Rebecca Mouawad, Riccardo Vannuccini.

testi da: Shakespeare, Bachmann, Eliot, Eschilo, Omero
scene, costumi, luci: Yoko Hakiko
colonna sonora: Rocco Cucovaz
direzione organizzativa: Alba Bartoli
direzione tecnica: Daniele Cappelli
assistente alla regia: Miriam Semplice Marano
regista assistente: Maria Sandrelli
responsabile di produzione: Caterina Galloni
direttore di produzione: Flavia Meuti
coordinamento attività: Gaia Di Gioacchino
social media partner: FATTIDITEATRO
foto di scena: Francesco Galli
progetto grafico: Francesco Cerasi

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