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Wwf: il nostro Pianeta è a rischio desertificazione

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Almeno il 40% delle terre emerse del nostro Pianeta è minacciato dalla desertificazione. Ogni anno 12 milioni di ettari di terra fertile, importante anche per sfamare una popolazione che molto rapidamente oltrepasserà i 9 miliardi di esseri umani, viene trasformata in deserto. A denunciarlo è il Wwf in occasione della Giornata Mondiale della Siccità e Desertificazione che si celebra ogni anno il 17 giugno.

Nello specifico, ogni anno, come è stato confermato dal 2015, per l’Onu “Anno internazionale dei Suoli”, circa 24 miliardi di tonnellate di suolo fertile vengono persi per fenomeni di erosione, e i suoli rappresentano la base per più del 90% della produzione alimentare mondiale.

La desertificazione è un fenomeno che spesso deriva dalla siccità e dalla carenza di acqua, ma come mette in evidenza il Wwf le cause più rilevanti sono da ricercare nelle attività umane tra cui le coltivazioni intensive che consumano il suolo, il sovrapascolamento del bestiame che elimina la vegetazione, la distruzione delle foreste e la gestione scorretta delle risorse idriche.

Si ritiene infatti che entro il 2030 la scarsità d’acqua costringerà circa 700 milioni di persone a emigrare. Per l’Unep il 40% dei conflitti umani è prodotto dalla competizione e dall’uso delle risorse naturali, come l’acqua. Sempre il Wwf ricorda che l’irrigazione per l’agricoltura utilizza a livello mondiale il 70% dell’impiego umano dell’acqua tolta ai fiumi, ai laghi e alle falde acquifere e si calcola che la domanda di cibo continuerà ad aumentare sempre di più fino ad arrivare a una crescita di richiesta di acqua del 55% entro il 2050.

Nonostante il nostro Pianeta sia ricco di acque, soltanto l’1% di esse è acqua dolce e pertanto impiegabile dall’uomo, ripartito tra fiumi, sorgenti, falde e laghi. La maggior parte dei grandi serbatoi d’acqua sono presenti in grandi ecosistemi forestali come la foresta amazzonica che con i suoi 100.000 km di corsi d’acqua conserva e rigenera circa il 20% dell’acqua dolce che va a finire nei nostri mari.

Come evidenzia ancora l’associazione ambientalista nel momento in cui si distruggono le foreste e il loro ruolo nel ciclo dell’acqua e dei sistemi idrogeologici, si fortifica di conseguenza l’intensità di fenomeni come alluvioni, dissesti idrogeologici, siccità e desertificazione. Ciò provoca effetti devastanti sia su scala locale, come i disastri ambientali, sia su scala mondiale, come i cambiamenti climatici.

Da un recente dossier “The economics of land degradation in Africa” dell’Unep emerge che anche per quanto concerne l’Africa la situazione delle foreste non è delle migliori poiché un’area compresa tra un terzo e il 50% del continente è interessato da fenomeni di desertificazione provocati dall’azione dell’uomo. Lo stesso vale anche per quanto riguarda l’Asia. Al crescere della densità demografica e all’insistente deforestazione deriva un connesso incremento delle catastrofi naturali come la siccità. Soltanto in questo continente è stato stimato che la siccità dal 1900 ad oggi ha provocato la morte di 9,6 milioni di persone.

 

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