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Emergency salpa con il Moas per salvare migranti in mare

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Una nuova e preziosissima avventura quella iniziata ieri nel mar Mediterraneo per Emergency, la Ong fondata nel 1994 dal medico Gino Strada e presieduta da sua figlia Cecilia, che in 22 anni di attività ha salvato la vita a oltre 7 milioni di persone offrendo cure mediche gratuite in tutto il mondo.

Emergency è, infatti, salpata ieri dal porto di Malta a bordo della Topaz Responder per una missione congiunta con Migrant Offshore Aid Station (MOAS) per la ricerca e il salvataggio dei migranti in mare.

A bordo dell’imbarcazione, lunga 52 metri e dotata di due gommoni di salvataggio ad alta velocità, uno staff di Emergency, composto da 6 persone tra medici, mediatori culturali, infermieri, logisti, garantirà tutta l’assistenza post salvataggio, in particolare offrirà cure mediche e mediazione culturale ai migranti che ne avranno bisogno.

Lo staff di Emergency lavorerà insieme a un equipaggio altamente specializzato per la ricerca e il soccorso dei migranti nel mar Mediterraneo che in questi primi 6 mesi del 2016 ha già inghiottito oltre 2000 persone in fuga da scenari di guerra.

Per cercare di prevenire questi disastri, il Migrant Offshore Aid Station da tempo ormai solca il Mare nostrum con le sue imbarcazioni alla ricerca di imbarcazioni precarie cariche di immigrati. Così facendo finora sono oltre 13 mila le persone già salvara.

«Nessuno merita di morire in mare, tuttavia, l’ultimo mese ha registrato uno dei record peggiori con più di 1.000 persone morte nel Mediterraneo. Centinaia continueranno a morire a meno di non aumentare gli sforzi per la ricerca e il salvataggio in mare», ha detto il fondatore del MOAS Christopher Catrambone. «I nostri partner a bordo assicureranno un’eccellente assistenza post salvataggio per i migranti che abbiano già subito traumi importanti».

Dal canto suo, Emergency ha assistito oltre 20 mila migranti sbarcati in Sicilia, con i suoi team impiegati agli sbarchi a Pozzallo, Augusta e Siracusa e da questa settimana e per i prossimi 6 mesi sarà impegnata in questa missione che la vede per la prima volta scendere in mare.

«Emergency lavora da oltre vent’anni», sottolinea Cecilia Strada, «in Paesi distrutti dalla guerra e dalla povertà: conosciamo bene quello da cui scappa chi prende una barca per cercare di raggiungere l’Europa. Da due anni lavoriamo anche nei porti siciliani, per assistere chi sbarca, e da oggi siamo felici di poter portare la nostra esperienza anche in mezzo al mare, insieme al MOAS».

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