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Wwf: i crimini contro la natura costituiscono il quarto mercato criminale al mondo

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Oggi in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale dell’ambiente, in occasione della quale il Wwf ha reso noto come il bracconaggio, insieme a tutte le appropriazioni illegali di risorse naturali, ammontino a un fatturato annuo di ben 213 miliardi di dollari rappresentando il quarto mercato criminale al mondo.

Questo è quanto riportato nel rapporto annuale “World Wildlife Crime Report” stilato dall’ufficio UNODC (Ufficio Drugs and Crime delle Nazioni Unite), che prende in analisi i dati che fanno riferimento ai crimini di natura. Questi ultimi, non solo portano a un’inevitabile estinzione di specie ormai rarissime ma minacciano anche la salvaguardia della biodiversità. Senza contare l’impatto economico negativo sui Paesi in difficoltà.

Il bracconaggio è una vera e propria piaga e, come spiega il Wwf , “ha raggiunto un livello di attenzione talmente elevato da avere targets dedicati nell’importante Agenda 2030 con gli obiettivi di sviluppo sostenibile approvati da tutti i paesi del mondo lo scorso anno all’Assemblea generale delle Nazioni Unite”.

Effettivamente l’assemblea ambiente delle Nazioni Unite ha ricordato come ogni anno in Africa 30.000 elefanti siano vittime del bracconaggio, mentre in Tanzania e Mozambico in soli cinque anni la popolazione di pachidermi si sia dimezzata insieme a quella dei rinoceronti. Le cose non sono andate meglio per la fauna marina: gli squali, a seconda delle specie, stanno andando incontro all’estinzione.

Stando al rapporto UNODC sarebbero addirittura 7000 le specie animali e vegetali oggetto di crimini la cui uccisione e poi trasformazione in laboratorio andrebbe ad alimentare il mercato della moda, del cibo, dell’arredamento e della farmacologia tradizionale. L’Ufficio ONODC, con dati alla mano, dice che siamo “tutti siamo potenzialmente complici del bracconaggio e tutti abbiamo la responsabilità di agire, anche attraverso la diffusione della consapevolezza, dell’informazione e delle pratiche di un consumo responsabile. Purtroppo anche in Italia la piaga del bracconaggio fa strage di animali protetti. Milioni di uccelli ogni anno vengono uccisi da doppiette, trappole e reti”.

Per il nostro Paese il Wwf chiede un piano nazionale che serva a ostacolare la cattura, l’uccisione e l’importazione delle specie selvatiche, intervenendo per frenare l’uccisione continua di uccelli e il dilagante fenomeno della strage dei lupi. Questa azione non va esercitata semplicemente impedendo l’uso di armi da fuoco ma anche vietando l’uso di trappole e veleni.

Affinché il piano d’azione possa risultare valido, serve un buon coordinamento tra le forze dell’Ordine e sanzioni più severe per i reati contro la fauna selvatica.

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