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Turismo slow: la rivincita dei vecchi treni

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Sono oltre 3000 i chilometri di vecchie linee ferroviarie che un tempo erano state abbandonate e che oggi hanno trovato nuova vita grazie a un ampio progetto di recupero a scopo turistico.

Il Belpaese è infatti ricco di tragitti che, da Nord a Sud, attraversando le diverse regioni italiane, svelano all’occhio del passeggero paesaggi spesso mozzafiato.

Dalla Sardegna alla Sicilia, dal Trentino alla Puglia passando per Liguria, Toscana, Abruzzo, Molise, Campania, il turismo slow sta dunque prendendo sempre più piede e sono migliaia le persone che scelgono di fare un vero e proprio tuffo nel passato non solo per ammirare le bellezze paesaggistiche italiane, ma soprattutto per riscoprire uno stile di vita calmo e meditativo, contro la frenetica routine quotidiana.

«Oggi in Italia», evidenzia Anna Donati, presidente onorario di Co.mo.do, la Confederazione della mobilità dolce impegnata per la salvaguardia del patrimonio ferroviario locale, «abbiamo 1500 km di linee dismesse e 1200 km di ferrovie sospese negli ultimi anni. Ma molte di queste vecchie tratte, grazie all’impegno di associazioni locali e all’intervento della Fondazione Fs, hanno trovato nuova vita riaprendo al traffico ferroviario con l’impiego turistico di treni storici e itinerari spesso legati a eventi organizzati sul territorio. Oppure, quando il ripristino al traffico ferroviario si è rivelato impossibile, trasformate in 200-250 km di greenways: percorsi pedonali e ciclistici per passeggiate ed escursioni che stanno riscuotendo sempre maggior successo».

Sono tante le linee da poter percorrere, tra cui ad esempio la cosiddetta ‘Transiberiana d’Italia‘, che collega Sulmona a Carpinone, tra Abruzzo e Molise. Un tragitto che attraversa parchi e riserve naturali regalando panorami incantati. Si viaggia in vagoni con gli interni in legno e si fa tappa in piccoli borghi per passeggiare e assaggiare prodotti tipici.

C’è poi il viaggio tra i panorami leonardeschi della Val D’Orcia, in Toscana, dove il Treno natura da Montalcino porta a Monte Antico, incrociando la via Francigena, oppure in Sicilia dove grazie alle Ferrovie Kaos si può viaggiare da Palermo a Porto Empedocle sulle orme di Montalbano o rivivere i fasti della Magna Grecia da Agrigento fino al mare attraversando tutta la valle dei Templi.

Paesaggi da cartolina anche quelli che si possono apprezzare a bordo del Trenino verde, che dal mare della Gallura ai monti del Gennargentu propone tre diversi itinerari, o all’interno dei vagoni del treno turistico Napoli-Cuma riaperto pochi giorni fa. Mentre in Puglia è già un successo la linea Salento express che corre per 400 km da Bari a Leuca.

Non è da meno il Nord dove il Trentino ha puntato su un recupero quasi totale delle linee ferroviarie locali che fungono da normale mezzo di trasporto per i residenti e da attrazione turistica, con le stazioni-baita magnificamente ristrutturate e le connessioni con percorsi in bicicletta d’estate e le salita alle piste in inverno, per i turisti.

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