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Mettiamoci in gioco: divieto assoluto di pubblicità e identificazione dei giocatori

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Divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo e identificazione dei giocatori, insieme alla tracciabilità del denaro, tramite l’uso della tessera sanitaria. Queste sono le due proposte, per contrastare il gioco d’azzardo patologico e il riciclaggio che si registra nel settore, che sono state presentate dalla campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo “Mettiamoci in gioco” in un incontro svoltosi ieri a Roma.

La campagna, avviata qualche tempo fa da Trenitalia, sotto la supervisione del responsabile di progetto don Armando Zappolini e di cui avevamo parlato in un precedente articolo, chiede al Governo e al Parlamento di approvare provvedimenti seri e a costo zero per lo Stato, per combattere le maggiori criticità di tale piaga sociale.

Come dichiara don Armando Zappolini, portavoce di Mettiamoci in gioco: «Il divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo e l’uso della tessera sanitaria per giocare sono due provvedimenti che permetterebbero davvero di incidere sulle principali criticità del fenomeno. Certamente, sarebbe necessario che Parlamento e Governo si impegnassero realmente e urgentemente per approvare una legge quadro di regolamentazione del settore».

Nonostante sia stato fatto un primo passo per limitare il dilagare delle dipendenze legate al gioco con l’approvazione da parte del Parlamento degli emendamenti che vietano nella tv generalista italiana la promozione del gioco in fascia protetta (leggi l’articolo), la campagna reputa necessario che la pubblicità di questi giochi venga vietata in maniera assoluta per le sue conseguenze pericolose nella società odierna. Proprio in virtù di questo sul sito di “Mettiamoci in gioco” www.mettiamociingioco.org saranno attivi due timer riferiti ai disegni di legge che prevedono tale divieto proposti rispettivamente il 15 luglio 2015 alla Camera dei deputati da Lorenzo Basso e il 27 luglio 2015 al Senato da Giovanni Endrizzi.

La seconda proposta presentata, invece, prevede l’utilizzo della tessera sanitaria per poter giocare. Ciò apporterebbe diversi e notevoli vantaggi tra cui quello di ridurre fortemente l’accesso dei minorenni al gioco d’azzardo; permettere di tracciare i flussi finanziari, dando un colpo duro al fenomeno del riciclaggio; infine, di escludere dal gioco le persone dipendenti che dichiarano una tale volontà oppure ne sono obbligati dall’autorità giudiziaria.

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