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Arriva Wave a monitorare i nostri fondali marini e gli oceani

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Buone notizie sul fronte della ricerca. Nel golfo di La Spezia è andato a buon fine il test di funzionamento di “Wave”, un nuovo meccanismo sviluppato da un team tutto italiano di ricercatori del Centro di ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa che permetterà il monitoraggio costante e a impatto zero dei fondali sottomarini e degli oceani.

Tale esperimento, unico al mondo per i robot subacquei, è stato condotto dal Centro Interuniversitario di Ricerca sui Sistemi Integrati per l’Ambiente Marino (Isme), in collaborazione con il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale della Marina Militare ed è stato coordinato da Andrea Caiti, docente di robotica sottomarina e direttore del Centro di ricerca “Enrico Piaggio”.

Il dispositivo, che viene applicato ai veicoli sottomarini impiegati per il monitoraggio dei fondali e per le rilevazioni ambientali, si compone di un paio di ali che, quando il mezzo si muove in superficie, sfruttano il moto ondoso per ricaricarne le batterie.

Nello specifico, come evidenzia una nota dell’Università di Pisa, i robot sottomarini, provvisti di una sonda ambientale sono capaci di effettuare misurazioni inerenti la temperatura, la salinità, la qualità dell’acqua per un periodo di tempo potenzialmente illimitato, in completa autonomia e a ridottissimo impatto ambientale. Essi  rappresentano un valido strumento per la conoscenza e la tutela del patrimonio ancora presente sui nostri fondali marini.

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