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“Al di qua”: i clochard-attori scommettono sul crowdfunding

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Si chiama “Al di qua”, e già il titolo è un invito a non andare oltre ma a concentrare tutta l’attenzione sul presente. D’altronde non potrebbe essere diversamente se stiamo parlando di un film che è anche un documentario di denuncia sociale, incentrato sulle vicende di 40 clochard vittime della povertà, dell’indifferenza, dell’emarginazione sociale.

Finito di girare a maggio del 2016 dal regista Corrado Franco, le cui pellicole in passato hanno ottenuto premi di un certo prestigio, il film sarà presentato in anteprima assoluta a Bologna, in occasione del Biografilm festival.

Si tratta di un film fuori dagli schemi, per contenuto e forma, un’opera visionaria che con uno stile tra il perentorio e il lirico indaga una realtà scomoda, presa in scarsa considerazione dalla cinematografia classica, quella legata al mondo dei senzatetto. Ecco dunque perché è anche un documentario, genere spesso sottovalutato. Ed ecco anche perché trovare possibili finanziatori non è semplice.

Pertanto, è iniziata una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso che mira a più obiettivi, tutti inequivocabilmente interconnessi. La raccolta fondi (alla quale è possibile aderire cliccando qui), servirà infatti a coprire le spese del film a cui tutti hanno lavorato gratuitamente e, al contempo, a finanziare un progetto di spessore sociale che vedrà la metà del budget raccolto destinato ai senzatetto che sono anche gli attori dello stesso film. Senza dimenticare le spese per la distribuzione e la promozione della pellicola, presupposti necessari affinché il documentario raggiunga una platea di spettatori che hanno il diritto di vedere, capire, essere informati e coinvolti in un dramma umano che riguarda tutti.

Sono circa 6 milioni le persone che in Italia sono vittime di povertà assoluta, una cifra di fronte alla quale serve riflettere e reagire, aiutando i creatori di “Al di qua” a raggiungere un altro scopo, non meno importante di quelli succitati: dare una casa e un lavoro agli attori del film.

Informazione, denuncia sociale, cinema, azioni concrete, arte, tutto in una pellicola che, nell’atto dello scorrere, reca con sé la voglia di un progetto alla ricerca di un’umanità possibile.

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