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Rapporto Aiom su tumori: 7 persone su 10 guariscono

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Solo 40 anni fa chi si ammalava di cancro veniva definito affetto da un “male incurabile”. Sappiamo invece come la scienza abbia lavorato e raggiunto traguardi importanti nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura delle patologie oncologiche. A sottolineare che ammalarsi di cancro non significhi più una condanna a morte è stata l’Aiom (Associazione italiana oncologia medica) con il suo report 2016 “Lo stato dell’oncologia in Italia”.

Il rapporto fa infatti presente che il 70% delle persone che ricevono una diagnosi di uno tra i tumori più frequenti, poi guarisce. Percentuale aumentata del 15% negli ultimi 10 anni. «Nel 2015 sono stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel Paese e possiamo dire che molto più di metà andrà incontro a guarigione», ha dichiarato Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom.

Di più: i due tipi di tumori più diffusi, quello del seno per le donne e quello della prostata per gli uomini, hanno percentuali di guarigione elevatissime, rispettivamente del 91% e dell’87%. Le terapie sono infatti sempre più efficaci, migliorano aspettativa e qualità della vita, anche nei casi delle forme tumorali più aggressive come ad esempio quella del melanoma avanzato che soltanto qualche anno fa aveva una sopravvivenza stimata tra i 6 e i 9 mesi dalla sua diagnosi.

Ma a fronte di queste buone notizie non bisogna trascurare altri dati di estrema importanza. In primo luogo c’è l’atteggiamento legato alla prevenzione: secondo il rapporto Aiom, infatti, il 40% dei casi di tumore potrebbe essere evitato attuando dei correttivi nello stile di vita. Quindi rinunciare al tabacco, seguire un regime alimentare corretto, ricorrere quando possibile alla vaccinazione per l’Hpv (papilloma virus).

Nel rapporto si parla anche di esami impropri, primi fra tutti i marcatori tumorali. Se ne fa un uso sproporzionato senza una ragione specifica, anche nei pazienti in cui non c’è alcun sospetto di una patologia tumorale. A questo proposito ha dichiarato Carmine Pinto: «La soluzione è rappresentata dall’uniformazione a livello nazionale delle indicazioni per un loro uso appropriato, e per questo entro il 2016 presenteremo un documento condiviso con altre società scientifiche».

Gli studiosi Aiom spiegano come l’informazione sia la risorsa fondamentale per prevenzione, diagnosi e cura purché giunga però «corretta e puntuale».

 

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