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Il coraggio di Felicia Impastato approda sul piccolo schermo

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Era il 9 maggio del 1978 quando la mafia uccise Peppino Impastato, il giornalista scomodo che aveva scelto di fare nomi, raccontare i fatti e i crimini che Cosa Nostra dispensava in abbondanza in Sicilia. Un’occasione in più per non dimenticare questa data, il coraggio e la storia del giornalista e di tutti coloro che lo aiutarono e lo ostacolarono ce la darà Rai Uno, domani sera.

In prima serata partirà infatti la fiction “Felicia Impastato”, la “madre coraggio” del giornalista di Cinisi, morta nel 2004 dopo 12 anni di infaticabile lotta per avere delle risposte, per la verità sulle circostanze dell’assassinio di suo figlio.

Sarà Lunetta Favino a calarsi nei panni di Felicia a cui è stato rivoluzionato il look affinché apparisse credibile in un ruolo per nulla facile. Il film è stato presentato in anteprima al mondo politico in presenza dei presidenti di Senato e Camera, Piero Grasso e Laura Boldrini.

Il direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta ha spiegato quanto sia importante dedicare spazio a un racconto del genere che è parte integrante della memoria e identità di tutti, nonché patrimonio della legalità italiana, come era già successo per il film di Marco Tullio Giordana “I cento passi”.

Andreatta ha poi dichiarato: «Peppino Impastato è morto nello stesso giorno in cui è morto Aldo Moro e il fatto di raccontare a distanza di tutti questi anni la storia di Felicia è un modo per far rivivere la memoria che il Servizio Pubblico è in grado di riportare alla mente con la potenza narrativa del racconto di una fiction. Felicia ha aperto le porte della sua casa a tutti per far conoscere la storia di sua figlio e la sua lotta alla mafia. Ed ora è come se noi avessimo in mano il testimone per fare lo stesso, aprendo quella stessa porta agli italiani. La sceneggiatrice Zapelli e il regista Albano sono riusciti a realizzare, senza indulgenze, un racconto di grande forza e rigore; Lunetta Savino ha regalato a questa storia il suo corpo e la sua anima».

Quest’ultima racconta di come abbia amato da subito un personaggio dotato di tanta forza interiore, intelligenza e coraggio. Il fratello di Peppino Impastato, Giovanni, emozionatissimo, ha ringraziato tutti perché «questa è la seconda esperienza di realtà e fiction che si incontrano dopo “I cento passi”. È ancora forte in me il ricordo di quando mia madre puntò il dito contro Badalamenti e credo che sia importantissimo trasmettere il suo messaggio alle nuove generazioni. Sono davvero contento che il percorso di impegno civile continui e penso che raccontare così una storia come quella di mia madre possa emozionare tantissimo e quindi arrivare ai più giovani».

L’intenzione della produzione che ha realizzato il film, in effetti, è quella di mettere a disposizione di tutti i studenti delle scuole questo film. Intanto oggi Cinisi, la cittadina siciliana in provincia di Palermo, ospiterà la «marcia dei 100 passi» in memoria di Peppino Impastato, nell’anniversario della sua uccisione, e la due giorni dell’Assemblea del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza.

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