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Italia modello vincente: l’alluminio proviene dal riciclo

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Il CiAl (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio) ha presentato pochi giorni fa, a Milano, i risultati di raccolta, recupero e riciclo degli imballaggi in alluminio in Italia nel 2015.

I risultati sono ottimi: il nostro Paese è stato in grado di riciclare 46.500 tonnellate di imballaggi in alluminio, praticamente quasi il 70% del totale destinato al mercato. Una pratica virtuosa che ha consentito di incidere notevolmente non solo sulla diminuzione delle emissioni di CO2 nell’aria, ma anche sul risparmio energetico.

L’ottenimento di tali risultati si deve alla partecipazione attiva da parte dei cittadini che sembrano aver ben compreso il senso e il vantaggio di un riciclo cosciente, nonché alla bontà degli accordi stretti tra CiAl e gli enti locali operanti su tutto il territorio, con un’evidente ricaduta positiva anche in termini economici.

Lo stesso presidente del Consorzio, Cesare Maffei, ha infatti sottolineato come «in un’ottica di economia circolare, i cui principi sono particolarmente affini ai valori dell’alluminio, il “metal to metal loop” garantisce che l’energia e la materia presente in ogni singolo prodotto di alluminio permanga nel tempo, senza perdite di performance chimico-fisiche, venendo riutilizzate e, quindi, conservate in ogni successiva applicazione senza fine. Da qui anche il concetto di materiale permanente, associato ai metalli che, proprio per queste caratteristiche specifiche, non possono essere ricondotti alle categorie dei materiali da fonti rinnovabili o a quelle derivate dal petrolio».

Risultati di grande importanza che valgono il primato in Europa e costituiscono, al tempo stesso e per gli altri Paesi, un modello vincente da imitare.

 

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