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L’identikit del fundraiser

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L’approfondimento di oggi intende riflettere sulla professione del fundraiser, anche alla luce del prossimo Festival del Fundraising, il più importante evento italiano per la raccolta fondi. Si terrà in data 11-12-13 maggio 2016 al fine di condividere strumenti, tendenze e novità sul fundraising.

Ma chi è il fundraiser?  Non è facile trovare una definizione unica di fundraiser. È una figura dalle mille facce, identità e funzioni.

Nell’articolo 1 del Regolamento dell’Associazione Italiana Fundraiser, ovvero l’Associazione che ha lo scopo di alimentare lo sviluppo e la crescita della professione del fundraiser, è definito come colui che opera in modo professionale ed etico, remunerato o a titolo gratuito, nella definizione e realizzazione delle strategie di comunicazione socialemarketing sociale e raccolta fondi per organizzazioni del non profit.

Esistono diverse tipologie di fundraiser:

    • Fundraiser professionista: è il manager della raccolta fondi; si occupa della pianificazione strategica e coordina l’intera attività di raccolta fondi;
    • Professionista del fundraising: si occupa della pianificazione (talvolta anche della realizzazione concreta) di aspetti tecnici del fundraising, come il direct marketing, il database dei donatori, ecc..
    • Operatore del fundraising: si occupa solo della realizzazione concreta della raccolta fondi, all’interno di uno o più settori specifici del fundraising;
    • Consulente di fundraising: come il fundraiser professionista accompagna, anche se dall’esterno, l’organizzazione nella pianificazione strategica dell’attività di fundraising, di alcuni particolari ambiti (corporate, lasciti testamentari ecc.) o di specifici progetti; solitamente non si occupa di operatività).

Valerio Melandri e Giorgio Vittadini nel libro “Fundraiser: professionista o missionario?” hanno riassunto 16 mansioni tipiche di un fundraiser italiano:

    1. assiste il personale dell’organizzazione in campo amministrativo e direttivo per tutte le sue attività di fundraising;
    2. crea e gestisce appositi sistemi di archivio per trattare i dati relativi alla partecipazione e all’identificazione dei donatori, nonché alla ricerca di potenziali nuovi donatori e all’impegno profuso dai volontari nei programmi;
    3. svolge funzioni di formazione e supervisione del personale di supporto retribuito e volontario, per quanto riguarda la creazione e il mantenimento dei sistemi di archivio dei donatori;
    4. analizza l’esigenza e l’opportunità di realizzare programmi generali di relazioni pubbliche, in collaborazione con gruppi di supporto formati da personale volontario e retribuito;
    5. suggerisce e implementa programmi per la promozione della mission, degli obiettivi strategici e degli obiettivi operativi dell’organizzazione;
    6. si occupa della messa in atto di gran parte dei programmi di relazioni pubbliche fin dal momento della loro approvazione, con annesse funzioni di coordinamento con consulenti/fornitori di servizi esterni nella creazione di specifici progetti;
    7. di concerto con le commissioni competenti, prepara i contenuti e i materiali necessari per i programmi di fundraising o di relazioni pubbliche, comprese richieste di donazione da rivolgersi a donatori effettivi o potenziali, lettere e kit di ringraziamento ai donatori, lettere di invito alla donazione, ecc.;
    8. effettua ricerche sui dati di potenziali donatori, siano essi persone, imprese o fondazioni, individuati dai consiglieri di amministrazione, dal personale retribuito o volontario, oppure in virtù di donazioni da essi effettuate in passato per altre organizzazioni o per altre attività simili;
    9. si tiene aggiornato sui programmi, sulle pratiche e sulle procedure di fundraising e di relazioni pubbliche utilizzati nel settore non profit ed informa il Consiglio direttivo, i volontari ed altri leader, delle innovazioni che potrebbero rivelarsi di utilità e di interesse per l’organizzazione non profit;
    10. prepara e implementa i piani di azione dettagliati per tutti i programmi di fundraising e di relazioni con la comunità di riferimento, compreso il relativo budget;
    11. lavora con i gruppi di supporto volontari (ad esempio “gli amici di…”) nell’analisi dei programmi di fundraising e nella pianificazione delle attività future;
    12. lavora con il personale retribuito e volontario per garantire che tutti i programmi di fundraising e di relazioni con la comunità di riferimento siano coerenti con la mission, con la filosofia e con i concetti alla base di ciascun programma e servizio;
    13. svolge attività di supervisione sul personale retribuito amministrativo dell’organizzazione non profit;
    14. svolge attività di supervisione sui volontari part-time che svolgono regolarmente mansioni di assistenza nella gestione dell’archivio e funzioni di aggiornamento/manutenzione, più altri volontari che lavorano a particolari progetti di fundraising o di pubbliche relazioni;
    15. svolge la funzione di coordinatore dei volontari, lavorando fianco a fianco con l’organo direttivo e con i gruppi impegnati nel fundraising e nelle relazioni con la comunità di riferimento, per coordinare le attività di promozione dell’organizzazione non profit;
    16. svolge la funzione di portavoce dell’organizzazione non profit e tiene i rapporti con la stampa.

Riportiamo alcuni dati interessanti del Primo Censimento dei fundraiser che lavorano in Italia, condotto da Philanthropy Centro Studi e Doxa, in collaborazione con l’ASSIF.

La ricerca evidenzia che esistono oltre 2 mila professionisti attivi con un’età media di 41 anni e una netta prevalenza femminile. Il fundraiser proviene principalmente dal mondo accademico, con una prevalenza dei laureati in Scienze Politiche; solo una scarna minoranza svolge l’attività a titolo non retribuito, ovvero a livello puramente volontario. Le organizzazioni non profit dimostrano di avvalersi sempre più di queste figure, promuovendo una raccolta fondi stabile e strutturata. Il censimento riporta che i fundraiser sono maggiormente presenti in Lombardia (33,9%), Lazio (24,3%), Emilia Romagna (10,9%), mentre al Sud la tendenza non si è ancora affermata.

La maggioranza dei fundraiser (un terzo del totale) percepisce stipendi lordi annuali che si collocano nella fascia tra i 20 mila e i 40 mila euro, con punte di 150 mila euro l’anno. La stragrande maggioranza dei fundraiser poi gode di un fisso retributivo, mentre solo il 3% è pagato a provvigione. Infine, i settori prevalenti sono: cooperazione e solidarietà, assistenza sociale e protezione, sanità, istruzione e ricerca.

Fonte: Il Primo Censimento dei fundraiser che lavorano in Italia.

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