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Arriva WikiMafia, un’app per conoscere meglio le mafie italiane

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In aprile arriverà WikiMafia, un’enciclopedia libera stile Wikipedia, totalmente dedicata alle mafie. Gli ideatori sono 7 studenti universitari milanesi che hanno deciso, attraverso un’app, di ripercorrere gli eventi storici della malavita organizzata e i beni a essa confiscati.

Inoltre, ci sarà la possibilità di spaziare attraverso la piattaforma e approfondire una gran quantità di argomenti.

La presentazione è stata fissata per l’11 aprile a Milano, Palazzo Lombardia. Il team di WikiMafia ha deciso che, per quanto riguarda la prima versione dell’app, ci sarà esclusivamente la mappa dei gruppi mafiosi lombardi. Questa scelta è motivata dal fatto che – come spiega il fondatore Pierpaolo Farina – «la mappatura costa e, con la prima fase di crowdfunding, abbiamo raccolto nel 2015 poco più di 17mila euro». Poi, a maggio, verranno messe a disposizione nuove funzioni, come la mappa dei beni confiscati, le vittime di mafia, una lista degli eventi dedicati al tema. Sarà dunque un percorso progressivo, che seguirà delle tappe, fino ad essere implementato con l’aggiunta delle altre regioni.

L’importanza del progetto si comprende dall’entusiasmo con cui chi lavora dedica alla precisione, all’attenzione nei confronti delle fonti e alla coerenza della linea etica scelta da WikiMafia. Aspetto che ci sembra importante segnalare è che si è voluto, nell’ambito del progetto, tenere ben separate le vittime mafiose dalle vittime di mafia, come spiega lo stesso Pierpaolo Farina: «Non volevamo mettere assieme le vittime e i carnefici, non ci sembrava giusto».

Si comprende bene come, per portare avanti questo tipo di progetto, ci sia stato un accesso agli atti giudiziari e, proprio perché forse nessuno, o quasi, leggerebbe le oltre 8.000 pagine del maxiprocesso di Palermo, i ragazzi hanno avuto l’intuizione di semplificare le cose senza tuttavia banalizzarle. E infatti dicono: «Noi facciamo un lavoro di riduzione della complessità e rendiamo fruibile l’informazione anche via social media. Vogliamo attirare i nostri coetanei, senza annoiarli».

Probabilmente è questo uno dei segreti per coinvolgere le persone, informarle, non escluderle da ciò che ci orbita quotidianamente intorno: trovare la chiave giusta per comunicare.

Intanto, per chi volesse seguire più da vicino il progetto e avere maggiori informazioni, mettiamo a disposizione il sito di WikiMafia cliccando qui.

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