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Lesbo: Medici senza frontiere lascia l’hotspot per protesta

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Accordo Ue-Turchia? Medici senza frontiere dice no e decide di chiudere le proprie attività sull’isola greca di Lesbo.
A pochi giorni dalla sottoscrizione dell’accordo sugli immigrati tra la Turchia e l’Unione Europea (leggi l’articolo), non si placano le polemiche delle diverse organizzazioni umanitarie che operano direttamente sul campo e di cui vi avevamo dato notizia nel nostro approfondimento di ieri (leggi l’articolo). Dopo la netta presa di posizione di Oxfam Italia, Unhcr, Save the Children, Cir (Consiglio italiano per i rifugiati) e Caritas Italiana, a mostrare la propria contrarietà all’accordo è anche Medici senza Frontiere che dalle parole ha deciso di passare ai fatti.
MSF ha deciso, infatti, di chiudere le proprie attività all’hotspot di Moria, sull’isola di Lesbo.
«Abbiamo preso la difficile decisione di chiudere le nostre attività a Moria perché continuare a lavorare nel centro ci renderebbe complici di un sistema che consideriamo sia iniquo che disumano», ha detto Michele Telaro, capo progetto di MSF a Lesbo. «Non permetteremo che la nostra azione di assistenza sia strumentalizzata a vantaggio di un’operazione di espulsione di massa e ci rifiutiamo di essere parte di un sistema che non ha alcun riguardo per i bisogni umanitari e di protezione di richiedenti asilo e migranti».
A partire da mercoledì sera, dunque, MSF ha chiuso tutte le attività legate all’hotspot di Moria, compreso il trasporto dei rifugiati al centro, la clinica al suo interno e le attività legate alla fornitura di acqua e ai servizi igienici. A Lesbo MSF continuerà a gestire il proprio centro di transito a Mantamados, dove offre prima assistenza ai nuovi arrivati, le attività di soccorso in mare sulle coste settentrionali dell’isola, e le cliniche mobili per le persone che si trovano al di fuori dell’area dell’hotspot.
Quanto alla preziosa attività svolta da Medici senza Frontiere sull’isola greca, dal luglio 2015 l’organizzazione ha fornito consultazioni mediche e supporto psicologico, ha distribuito beni di prima necessità e ha curato attività legate alla fornitura di acqua e servizi igienici nel campo di Moria, a Lesbo. In totale, MSF ha effettuato 24.314 consultazioni sull’isola di Lesbo, di cui 12.526 a Moria. Gli psicologi di MSF hanno assistito 401 persone attraverso sessioni individuali e curato 584 sessioni di gruppo con 3532 partecipanti. Le équipe stavano anche fornendo ripari temporanei e trasporto tra il nord dell’isola e i centri di registrazione di Moria e Kara Tepe. Fino al 13 marzo MSF ha trasportato 12.952 nuovi arrivati.

 

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