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Welfare di Comunità e Innovazione Sociale

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Scadenza: 28/04/2016.

Il welfare è un tema già illustrato sul nostro portale. Ma proviamo, in questo articolo, a darne un brevissimo cenno storico: il termine Wohlfahrtstaat (Stato del benessere) viene adoperato per la prima volta nel giugno del 1932 dal Cancelliere tedesco von Papen sino ad arrivare al primo uso dell’omologo termine inglese Welfare State rintracciabile nelle parole di un ecclesiastico inglese, l’arcivescovo di Canterbury, Temple (1941). A seguire negli anni ’60 ulteriori definizioni sul welfare state sono state enunciate da Asa Briggs, storico inglese, a cui negli anni ’80 si sono aggiunte quelle di Goran Therborn, emerito professore di sociologia all’università di Cambridge. Ma l’evoluzione determinante del concetto viene da Jeans Alber, professore presso la Libera Università di Berlino, che verrà successivamente integrata, modificata e semplificata da Maurizio Ferrera, professore ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università di Milano, che restituisce quest’ultima definizione: «Il welfare è un insieme di interventi pubblici connessi al processo di modernizzazione, i quali forniscono protezione sotto forma di assistenza, assicurazione e sicurezza sociale, introducendo fra l’altro specifici diritti sociali nel caso di eventi prestabiliti nonché specifici doveri di contribuzione finanziaria».
Purtroppo, oggi, il nostro modello di welfare sembra avere esaurito la sua spinta propulsiva e, almeno da una trentina d’anni a questa parte, è andato sempre più accentuando i segni della sua crisi in quanto riversa in una chiara difficoltà ad adeguarsi e conformarsi ai cambiamenti della società, per quanto gli interventi pubblici siano sollecitati a estendersi non solo ad ambiti nuovi di beneficiari, ai diversi tempi della vita e su altri versanti oltre quelli economici; ma nello stesso tempo a soddisfare bisogni e aspettative sempre più personalizzate, corrispondenti a processi di individualizzazione propri della moderna società postindustriale.
L’attuale crisi economico-finanziaria, per giunta, ha acuito la fragilità di ampie fasce di popolazione – vedi il fenomeno delle nuove povertà, la complessa condizione dei giovani e delle donne – ma ha anche provocato, sul piano culturale e sociale, l’indebolimento dei legami e delle relazioni. A questi problemi se ne sommano altri, altrettanto importanti, come l’invecchiamento della popolazione, il cambiamento della struttura della famiglia e la multietnia.
In questo contesto, con l’obiettivo generale di rinnovare il welfare locale attraverso un’azione aperta e partecipata da comunità, aziende e istituzioni e cambiare l’approccio con cui vengono sviluppati i servizi sociali sui territori, ben si inserisce la terza edizione del bando “Welfare di comunità e innovazione sociale” promosso da Fondazione Cariplo in continuità con quanto avviato nei due anni precedenti.  Come detta il bando:”Si tratta di promuovere sperimentazioni sostenibili di welfare comunitario che sappiano attivare risposte più efficaci, efficienti ed eque e che, al contempo, siano in grado di innescare processi partecipati che garantiscano il coinvolgimento della società e dei cittadini, rendendo maggiormente incisiva, stabile e sostenibile l’innovazione prodotta”. Di seguito illustriamo una sintesi del bando:

OBIETTIVI: promuovere sperimentazioni sostenibili di welfare comunitario che sappiano attivare risposte più efficaci, efficienti ed eque e che, al contempo, siano in grado di innescare processi partecipati che garantiscano il coinvolgimento della società e dei cittadini, rendendo maggiormente incisiva, stabile e sostenibile l’innovazione prodotta.

SOGGETTI AMMISSIBILI: Le idee dovranno essere presentate da un ente ammissibile (secondo le regole generali illustrate nella Guida alla presentazione), capofila di una rete territoriale pubblica e privata. Il capofila dovrà possedere requisiti e competenze di natura organizzativa, economica e relazionale che dimostrino la capacità di catalizzare e coordinare gli attori e le risorse della comunità.

PROCEDURE: come nelle precedenti edizioni, il bando prevede 3 fasi:
I FASE – CALL FOR IDEAS: entro il 28 aprile 2016 gli enti ammissibili potranno inviare le idee progettuali per realizzare sistemi territoriali di welfare comunitario capaci di produrre innovazione sulle modalità di risposta a un problema sociale; entro giugno 2016 la Fondazione Cariplo selezionerà le idee migliori.
II FASE – STUDI DI FATTIBILITÀ: tra giugno e novembre 2016 le idee selezionate beneficeranno di un percorso di accompagnamento metodologico garantito da Fondazione Cariplo, per trasformare l’idea in studio di fattibilità di un progetto triennale; entro dicembre 2016 verranno selezionati gli studi di fattibilità valutati più coerenti con le linee guida.
III FASE – REALIZZAZIONE: l’implementazione dei progetti selezionati sarà finanziata per 3 anni (2017 – 2019) e beneficerà di un accompagnamento sostenuto da Fondazione Cariplo e volto anche a sviluppare nuove sinergie con attori non convenzionali e piani di fundraising di comunità per costruire la sostenibilità degli interventi; lo sviluppo delle progettualità selezionate sarà oggetto di monitoraggio per verificare l’andamento dei processi esecutivi e registrare i risultati ottenuti, anche nell’ambito di comunità di pratica volte a favorire l’apprendimento e la diffusione degli interventi sostenuti e ad alimentare il dibattito sui temi del welfare di comunità.

RISORSE: La Fondazione mette a disposizione 10 milioni di euro erogati attraverso la stipula di convenzioni annuali che consentiranno di rinegoziare gli importi sulla base di quanto realizzato e di quanto previsto per l’annualità successiva.
Le organizzazioni dovranno inviare l’idea progettuale entro il 28 aprile 2016, compilando la modulistica online disponibile nell’area riservata del sito di Fondazione Cariplo. Per richieste di assistenza nella compilazione del modulo online è possibile contattare l’Helpdesk di Fondazione Cariplo al numero verde 800416300, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.30 (solo da numero fisso).

INFORMAZIONI: Per specifiche sui contenuti del bando è possibile scrivere all’indirizzo email: [email protected] o accedere alle FaQ disponibili nell’area dedicata del sito di Fondazione Cariplo (edizione 2016).

 

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