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Tremiti: istanza di rinuncia

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Tutti conoscono la notizia. La Petroceltic Italia srl, società controllata da Petroceltic International Plc, presente in Italia dal 2005 con importanti attività di esplorazione di idrocarburi in Pianura Padana e nella fascia centrale del Mare Adriatico, titolare del permesso di ricerca B.R274.EL al largo delle Isole Tremiti, il 9 febbraio ha comunicato di aver presentato istanza di rinuncia al Ministero dello Sviluppo Economico.
La questione sembra così definitivamente chiusa. Dopo mesi di scontri durissimi tra impresa, governo, amministrazioni regionali e locali, comitati no triv l’epilogo, per le sue modalità, ha sorpreso un po’ tutti i protagonisti. Allora, forse, vale la pena prendere in mano le dichiarazioni ufficiali dei principali protagonisti per provare a comprendere meglio i termini della vicenda, cosa sia successo e, soprattutto, cosa potrà ancora accadere nei prossimi mesi.
La lettura di questi testi nella versione integrale riserva qualche sorpresa a partire proprio dal titolo della comunicazione della Petroceltic Italia: “Petroceltic Italia presenta il nuovo piano industriale”. Si tratta di un modo per tentare di occultare una sconfitta o per annunciare una rinnovata strategia di intervento? Il ministro Guidi, per parte sua, si preoccupa di tranquillizzare tutti affermando, anche con una punta di fastidio, che il problema era già risolto da un pezzo. Altri, più saggiamente, guardano avanti, alle prossime scadenze e alla loro gestione, a partire dalla consultazione sui quesiti referendari.
In ogni caso, la vicenda delle ricerche petrolifere in Adriatico è destinata a durare ancora a lungo, coinvolge le due sponde di questo meraviglioso mare “interno” ed è questione troppo seria per tollerare semplificazioni, strumentalizzazioni, tatticismi e “mezze verità”.

PETROCELTIC ITALIA PRESENTA IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE

Petroceltic Italia Srl, società controllata da Petroceltic International Plc, è presente in Italia dal 2005 con un’importante attività di esplorazione di idrocarburi che si concentra principalmente nella fascia centrale del Mare Adriatico e in Pianura Padana.

Di recente, la società ha avviato un’ottimizzazione strategica, tecnica ed economica dell’intero portafoglio italiano, a seguito dei ripetuti cambiamenti della normativa italiana di settore e di un’attenta analisi che la società controllante, Petroceltic International Plc, ha elaborato alla luce delle evoluzioni del mercato globale.

Obiettivo del nuovo piano è l’ottimizzazione delle risorse destinate ad attività di esplorazione, al fine di concentrare gli impegni della società su specifiche opportunità di crescita a lungo termine.

Nello specifico, in riferimento al permesso di ricerca B.R274.EL conferito dal Ministero dello Sviluppo Economico e situato nel Mare Adriatico meridionale, essendo trascorsi 9 anni dalla presentazione dell’Istanza – periodo durante il quale si è registrato un significativo cambiamento delle condizioni del mercato mondiale – Petroceltic Italia ha visto venir meno l’interesse minerario al predetto permesso.

A fronte di questa valutazione, Petroceltic Italia ha presentato Istanza di rinuncia al Ministero dello Sviluppo Economico.

In aggiunta, saranno ottimizzati i programmi e le tempistiche dei lavori previsti per gli altri titoli minerari, nei confronti dei quali Petroceltic Italia mantiene inalterato il proprio interesse minerario e il proprio impegno ad operare nel pieno rispetto delle norme comunitarie e dello Stato italiano vigenti e dei più elevati standard del settore, nella massima trasparenza e in collaborazione con le comunità locali.

Roma, 9 febbraio 2016

COMUNICATI STAMPA DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

5 Febbraio 2016
In attuazione delle recenti norme della Legge di Stabilità, le comunicazioni dell’avvenuto rigetto delle istanze di permesso di ricerca e concessione di coltivazione di idrocarburi – tra cui Ombrina mare – rientranti nel perimetro di attuazione della Legge di Stabilità sono da oggi disponibili sul sito del Ministero dello Sviluppo economico – Direzione generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche.
Nel dettaglio, sull’ultimo Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse sono stati pubblicati in estratto 27 provvedimenti di rigetto, parziale o totale, di istanze di permesso di prospezione, di permesso di ricerca e di concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi ricadenti nelle aree precluse a nuove attività ai sensi del comma 239, articolo 1, della Legge di stabilità 2016.
Le 9 istanze interamente ricadenti entro le 12 miglia sono state rigettate. Le 18 istanze parzialmente ricadenti entro le 12 miglia sono state rigettate per la parte interferente. Con i 27 provvedimenti è stata data piena attuazione al disposto di legge: all’interno delle aree interdette non insistono più istanze di permesso di prospezione, di permesso di ricerca e di concessione di coltivazione di idrocarburi.

9 Febbraio 2016
Il Ministero dello Sviluppo economico accoglie con rispetto la decisione annunciata dalla società Petroceltic di rinunciare al permesso di ricerca nel mare Adriatico meridionale, al largo delle isole Tremiti. Si tratta di un passo indietro che risponde ad esigenze industriali strategiche della società di cui il Ministero prende atto.
“Spero adesso che, grazie anche a questa scelta – aggiunge il ministro Federica Guidi – venga messa una volta per tutte la parola fine ad alcune strumentalizzazioni sul tema delle attività di ricerca in mare che erano infondate già prima e che lo sono, a maggior ragione, dopo la decisione della Petroceltic”.

9 Febbraio 2016
«Il governo non ha mai avuto intenzione di svendere il nostro mare. Ha lavorato su questo argomento con serietà e una grande attenzione al patrimonio ambientale del nostro Paese.
Così il Vice Ministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova ha commentato la presentazione da parte di Petroceltic dell’istanza di rinuncia in merito al permesso di ricerca di idrocarburi nel mare Adriatico meridionale, a largo delle isole Tremiti.
Finito di distribuire torti e responsabilità – ha aggiunto il Vice Ministro Bellanova – è il momento che le istituzioni lavorino tutte in questa direzione. Ambiente, sviluppo e lavoro devono poter coesistere».

DALLA PAGINA FACEBOOK DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

9 Febbraio 2016
Si apprende che Petroceltic avrebbe rifiutato il gentile “cadeaux” che le era stato fatto dal Governo.
La dichiarazione è contenuta nel documento di presentazione del Piano Industriale 2016 della compagnia irlandese. Ove confermato, l’annuncio della Petroceltic sarebbe motivo di grande soddisfazione.
Tra i fattori che hanno determinato la decisione della compagnia irlandese di lasciare le Isole Tremiti hanno pesato, oltre al difficile momento del mercato petrolifero, anche l’ampia impopolarità del progetto che ha incontrato la contrarietà di vastissimi settori dell’opinione pubblica, l’incertezza normativa scatenata dalla campagna del Referendum No Triv che interessa anche i permessi già rilasciati entro ed oltre le 12 miglia, la precaria situazione finanziaria di Petroceltic e la prospettiva di una probabile sconfitta nel procedimento dinanzi al TAR Lazio. Benché ne dica il Ministro Guidi, l’area interessata dal permesso di ricerca accordato con decreto del 22 dicembre 2015, interferisce per 400 m. con le aree interdette alle attività “petrolifere”. Il TAR Lazio ne avrebbe preso atto, decretando l’ennesima magra figura del MISE (Spectrum Geo dice qualcosa?).

DAL SITO UFFICIALE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

11 febbraio 2016
Nel Consiglio dei Ministri del 10 febbraio 2016, il Governo ha fissato la data per il voto referendario al prossimo 17 aprile, non accogliendo così la richiesta avanzata dalle Associazioni e dai Comitati ambientalisti, dalle Regioni e dai Parlamentari di accorpare il referendum alle prossime elezioni amministrative.
In questo modo, il Governo decide di buttare via circa 360 milioni di euro di denaro pubblico.
Ed è paradossale che nello stesso Consiglio dei Ministri di ieri si sia deciso, per un verso, di bruciare 360 milioni di euro e, per altro verso, di rinviare l’adozione di un provvedimento finalizzato all’erogazione di un indennizzo in favore dei risparmiatori truffati da Banca Etruria, per un importo pari a 200 milioni di euro.
La campagna referendaria si aprirà formalmente solo con il decreto di indizione del Capo dello Stato e solo a partire da quel momento i mezzi di comunicazione di massa saranno tenuti a concedere ai delegati regionali gli spazi previsti.
D’altra parte, dinanzi alla Corte Costituzionale pendono ancora due conflitti di attribuzione promossi dalle Regioni nei confronti del Parlamento e dell’Ufficio Centrale per il Referendum (Cassazione), che la Legge di stabilità non aveva soddisfatto. Nel caso l’esito del conflitto di attribuzione fosse positivo si voterebbe per altri due quesiti, uno relativo al piano delle aree e l’altro alla durata dei titoli in terraferma.
Il Coordinamento Nazionale No Triv si appella al Capo dello Stato Mattarella osservando:
– che l’Election Day è assolutamente necessario al fine di risparmiare 360 milioni di euro;
– che dinanzi alla Corte costituzionale pendono ancora due conflitti di attribuzione e che, qualora il giudizio della Corte dovesse essere positivo, il referendum potrebbe svolgersi su tre quesiti e non solo su uno; diversamente vorrebbe dire che nel 2016 gli italiani saranno chiamati alle urne ben cinque volte: per i due referendum abrogativi (1+2), per le elezioni amministrative (+ballottaggio) e per il referendum costituzionale;
– che la decisione del Governo costituisce uno schiaffo alla democrazia, in quanto, stabilendo che si vada al voto in tempi così ravvicinati, non consente che gli elettori siano adeguatamente informati sul referendum;
– che, al di là del voto che gli italiani potrebbero esprimere sul quesito referendario, la decisione assunta ieri contiene in sé un chiaro obiettivo: il boicottaggio del referendum, e cioè il non raggiungimento del quorum.

DALLA PAGINA FACEBOOK DI MICHELE EMILIANO, PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA

9 Febbraio 2016
Una grande vittoria! Vengono premiati il nostro modo ragionevole, intelligente, l’unità del popolo pugliese con il popolo italiano. Dove non era arrivato il buon senso di alcuni, è invece arrivata la saggezza della società Petroceltic che ha deciso di rinunciare al permesso di ricerca a largo delle Isole Tremiti. Scopriamo oggi dal comunicato della Petroceltic che anche per loro l’operazione non era economicamente conveniente, come avevamo sostenuto in tanti all’epoca in cui il permesso di ricerca era stato rilasciato. Adesso andiamo avanti, più forti di prima, verso il referendum

11 Febbraio 2016
Il governo ha fissato la data del referendum anti-trivelle il 17 aprile. È evidente che si sta cercando di far passare il referendum sotto silenzio e di evitare che molti cittadini vadano a votare.
Faccio un appello affinché si rivaluti questa scelta e si vada all’election day, in contemporanea con le elezioni amministrative, una scelta che tra l’altro consentirebbe di risparmiare più di 300 milioni di euro. Quando il popolo partecipa la democrazia è più forte. In una giornata di non partecipazione si indebolisce tutta l’Italia, non solo il comitato promotore del referendum anti-trivelle che, in questo caso, è costituito da molte regioni italiane.

#unaltrovivere
Liguria zero emission

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