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Imparare attraverso i sensi

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La nota pedagogista Maria Montessori durante la sua vita ha ideato una vasta gamma di oggetti in grado di stimolare le esperienze sensoriali dei bambini.

Questa teoria, che è alla base del suo metodo educativo, oggi ha trovato una nuova applicazione all’interno del Must, il Museo storico di Lecce che ha già realizzato almeno trenta materiali ideati dalla Montessori.

A capo del progetto c’è Boboto, incubatore di idee per l’educazione e l’inclusione, nato a Lecce per merito di Iliana Morelli, specializzata nell’area che attiene al coordinamento dei processi educativi.

È stata lei a lanciare la prima fase del progetto “Montessori 3d” che prevede la costruzione di oggetti montessoriani attraverso la stampa 3d e il taglio laser in collaborazione con un laboratorio di artigiani digitali leccesi, il Fablab.

Sono stati elaborati molti file che seguono le preziose indicazioni scientifiche fornite da Montessori e che sono ora in attesa di essere stampati. Non si tratta di giocattoli ma di veri e propri strumenti educativi che rispondono all’esigenza esperenziale dei sensi.

Tra quelli ideati c’è ad esempio “il triangolo costruttore” che consente al bambino di ricreare ogni figura geometrica piana e cogliere le differenze tra l’una e l’altra. Fondamentalmente il bambino, prima ancora che lo sappia, applica la geometria euclidea ed entra in contatto diretto con l’esperienza dei sensi.

Oltre ai triangoli costruttori sono stati realizzati anche materiali di perle, alfabetari mobili, tutti strutturati seguendo le indicazioni montessoriane. Presto saranno donati a venti scuole italiane, una per ogni regione.

Questi strumenti, ritenuti dagli educatori molto importanti nel processo educativo e di crescita, hanno il problema di essere molto costosi. La stampa in 3d, però, messa in pratica da Fablab, è in grado di ridurre il prezzo finale.

Il progetto è autofinanziato e, perché sia condotto con la massima serietà e competenza, verranno chieste alle scuole dei feedback e un’attenta documentazione corredata da fotografie durante l’utilizzo dei materiali in classe.

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