prevenzione seno

Pubblicato il 18 gennaio 2016

Tumore al seno: non solo informazione ma anche formazione

Il tumore al seno è indiscutibilmente il tipo di cancro più diffuso tra la popolazione femminile in Italia con un’incidenza del 29 per cento. Di fronte a questo tipo di percentuale, registrata nel 2015, Europa Donna Italia e Roche hanno deciso di dare il via a una campagna con l’obiettivo non solo di informare ma anche di formare le donne attraverso mini-master diretti alle associazioni di pazienti che operano nelle Breast Unit, le nuove unità operative per la cura e l’assistenza delle patologie neoplastiche legate al seno.

Le Breast Unit sono nate per offrire alle pazienti un trattamento terapeutico di elevata qualità, in linea con le guide europee, seguendo le più recenti indicazioni provenienti dalla letteratura di settore internazionale.

Poiché i tempi rapidi, per quanto concerne la diagnosi e la cura del tumore al seno, rappresentano spesso la salvezza per chi ne è colpito, all’interno delle Breast Unit si è pensato di superare l’informazione e passare alla formazione vera a propria. Quindi sono stati previsti dei mini-master, gratuiti, suddivisi in tre livelli ai quali ogni associazione può partecipare insieme alle volontarie.

Gli incontri prevedono la presenza di formatori specializzati che conoscono e applicano le linee guida sulle Breast Unit, approvate nel 2014 dalla Conferenza Stato-Regioni, e, in concreto, la formazione prevede:
– momenti di confronto e condivisione di esperienze;
– analisi e rilevamento delle proprie capacità;
– workshop dal valore formativo sulle abilità di autocontrollo;
– comunicazione e gestione del tempo;
– risorse della leadership.

Attualmente il mini-master può essere svolto a Milano, Bologna, Firenze e Roma.

Per quanto riguarda invece l’informazione, è partita la campagna nazionale “Diritti al centro. La qualità della cura dà più tempo alla vita” di Europa Donna Italia, promossa e sostenuta dalla Roche.

Una campagna atipica ma certamente molto efficace e diretta, se si considera che prevede una vera e propria scuola per pazienti ed ex pazienti che fanno parte delle varie associazioni di volontariato italiane, affinché vengano messe in condizione di avere un ruolo sempre più decisivo nel lavoro svolto dai centri di senologia.

Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia dichiara: «L’obiettivo è dare alle donne che fanno volontariato in queste strutture gli strumenti per interagire sia con le pazienti, sia con gli organi direttivi di Asl e ospedali, sia con le istituzioni, in modo da poter svolgere la loro attività in una maniera realmente professionale ed efficace».

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