Pubblicato il 5 gennaio 2016

La nuova sfida del Circo sociale Inzir: giocolieri, funamboli e clown in Etiopia

«Il circo di strada è uno degli strumenti migliori per creare rapporti sociali e diminuire le distanze». Ne sono convinti i protagonisti del Circo Inzir (in emiliano “in giro”), un progetto di tipo sociale che nasce dalla volontà di un collettivo di artisti di varia formazione e provenienza di portare spettacoli, parate e laboratori in quelle zone del mondo dove la vita si complica a causa di povertà, guerre e sfruttamento.

Partita nel febbraio del 2012, l’allegra carovana ha già avuto come meta i campi profughi Saharawi, in Algeria, ma anche la città di Algeri e di El-Kseur dove giocolieri, funamboli e clown hanno stupito, divertito, impressionato e soprattutto rallegrato grandi e piccini. Obiettivo del Circo Inzir è, infatti, «quello di trovare dei punti di unione e di scambio tra le diverse culture e di promuovere un progetto a favore della multiculturalità», come spiegano, «usando il circo come mezzo di comunicazione, unione e condivisione, partendo dall’idea che questa disciplina artistica sia per le sue caratteristiche e per la sua fruibilità uno dei mezzi più indicati per creare rapporti sociali e diminuire le distanze».

Nel 2014 il Circo Inzir è poi approdato in Guatemala e in Messico e ora sogna di raggiungere l’Etiopia. Per questo la carovana ha lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso con lo scopo di ottenere 5 mila euro utili all’organizzazione del viaggio.

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Redazione

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