Manifesto per un nuovo fundraising

Pubblicato il 17 dicembre 2015

Il Manifesto per un nuovo fundraising

Prendiamo spunto dal nostro articolo pubblicato qualche giorno fa relativo al documento elaborato dalla Scuola di Roma Fund-raising.it denominato Manifesto italiano per un nuovo fundraising.

Il Manifesto, frutto del dibattito pubblico realizzato con il progetto “Fundraising. Un altro welfare è possibile”, è pensato come un patrimonio di idee e di valori che possa essere condiviso da tutti gli stakeholder pubblici e privati direttamente e indirettamente coinvolti nella grande sfida del fundraising, affinché possano avere una base solida sulla quale elaborare programmi e azioni per incentivare la donazione e la raccolta di fondi.

Il Manifesto è articolato in 9 principi generali che corrispondono ad altrettante linee di intervento (policies) corredate da una serie di suggerimenti e spunti operativi utili per chi, a partire dalle proprie responsabilità, li voglia implementare e fornisce una visione generale degli impatti che una loro attuazione permetterebbe di raggiungere nel breve e nel lungo pe­riodo. Ecco i 9 principi:

  1. Liberare il fundraising dagli ostacoli di natura giuridica, fiscale, amministrativa e burocratica;
  2. Stabilire criteri di valutazione sull’efficacia ed efficienza del fundraising;
  3. Investire sul fundraising affinché abbia un ruolo strategico per il Paese;
  4. Tutelare concretamente i diritti del donatore;
  5. Garantire una comunicazione e un’informazione corretta, accessibile e pluralista;
  6. Promuovere e diffondere una nuova cultura della donazione. Parole chiave: educare, abituare, condividere e attivare;
  7. Potenziare la ricerca sul fundraising per permettere agli operatori e ai donatori l’accesso a dati e conoscenze su donazioni e mercati della raccolta fondi;
  8. Stabilire un adeguato sistema di controllo della qualità e del rispetto delle regole per garantire una competizione leale e trasparente;
  9. Valorizzare la dimensione locale e il radicamento territoriale del non profit e dei beni comuni;

I suddetti principi ci sembrano molto interessanti per il cambiamento socio-economico del nostro Paese perché, come ribadiscono gli autori, se vengono adottati a tutti i livelli (non solo a livello di amministrazione pubblica o di governo) e se c’è l’impegno comune, esse si trasformano in programmi e azioni in grado di produrre impatti economici, culturali, politici e sociali importanti.

In particolare, il Manifesto evidenzia i seguenti impatti di breve periodo:

  • migliorare l’efficienza e l’efficacia di chi già fa fundrasing producendo una maggiore quantità di risorse da destinare alle cause sociali sostenute e, quindi, in ultima istanza al sistema complessivo di welfare;
  • aumentare in modo significativo il numero di donatori e di donazioni mettendo a disposizione modalità più semplici e innovative per effettuare i versamenti;
  • allargare la platea delle organizzazioni che adottano strategie di fundraising anche a servizi alla collettività che oggi non praticano, o addirittura osteggiano, l’uso del fundraising ampliando al contempo anche la platea dei donatori, catturando l’attenzione di target che sono alla ricerca di modi nuovi per contribuire al benessere della comunità;
  • creare un numero significativo di posti di lavoro nel settore del fundraising, soprattutto guardando alle giovani generazioni e alle donne.

Nel medio e nel lungo periodo gli impatti che la Scuola di Roma Fund-raising.it auspica sono:

  • aumentare la qualità dei progetti che vengono finanziati (come conseguenza dell’affermazione, nei mercati del fundraising, di fattori competitivi basati sull’efficienza e l’impatto dell’azione delle organizzazioni beneficiarie) e rendere, di conseguenza, più produttive le donazioni stesse;
  • aumentare in modo molto significativo il numero dei donatori e delle donazioni come effetto di azioni di sensibilizzazione, educazione, agevolazione e coinvolgimento dei donatori nel processo di governance dei beni comuni (che rappresenta uno strumento straordinario di fidelizzazione dei donatori);
  • garantire un maggiore afflusso di risorse dalle aziende, grazie ad azioni di partnership strategiche di medio e lungo periodo, su temi e progetti ritenuti prioritari per lo sviluppo del Paese in generale e delle comunità locali in particolare;
  • offrire maggiore respiro alla finanza pubblica e, in particolare, alla finanza locale che oggi si trova a dover gestire la crisi economica operando tagli ai servizi mantenendo di fatto una vecchia concezione di welfare redistributivo piuttosto che generativo.

Interessanti sono tutti gli spunti di riflessione che sollecita la Scuola di Roma Fund-raising.it: il fundraising non è solo un insieme di tecniche ma è una strategia per rendere sostenibili progetti sociali. Se cresce il fundraising, cresce la capacità di garantire lo sviluppo sociale nel nostro Paese. Il fundralsing non è beneficenza e non è più un mero correttivo alla carenza di risorse pubbliche per il welfare. Oggi è strumento indispensabile per la sostenibilità del welfare. Il ruolo della Scuola di Roma Fund-raising.it è quello di contribuire ad affermare questo nuovo modo di intendere il fundraising.

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Barbara Scutti

Responsabile delle sezioni: Crowdfunding/Fundraising e Recensioni.

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