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Il bilancio sociale nella scuola

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Non molti, anche tra gli addetti ai lavori, conoscono l’utilizzo del bilancio sociale nelle scuole italiane quale strumento di accountability. Eppure significative esperienze sono state messe in atto in numerose regioni. Tra tutte ci sembra particolarmente importante quella maturata in Piemonte, laddove il mondo scolastico ha trovato occasione di preziosa alleanza con la Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo .

Per l’intera Pubblica Amministrazione il bilancio sociale trova il proprio riferimento fondativo nella Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica del 17 febbraio 2006. In tale documento si legge: “il bilancio sociale è definibile come il documento, da realizzare con cadenza periodica, nel quale l’amministrazione riferisce, a beneficio di tutti i suoi interlocutori privati e pubblici, le scelte operate, le attività svolte e i servizi resi, dando conto delle risorse a tal fine utilizzate, descrivendo i processi decisionali ed operativi”.

Più recentemente il MIUR è tornato a parlare di bilancio sociale nell’ambito delle “Linee di indirizzo – Partecipazione dei genitori e corresponsabilità educativa” (2013). Nel documento si afferma che “nell’economia dell’attività scolastica, ‘costruire il sociale’ vuol dire assumersi, nei confronti della società, la responsabilità degli effetti delle scelte che si compiono, in termini di valori educativi; parliamo dunque di successo scolastico e sviluppo delle competenze chiave. La responsabilità sociale non si riferisce all’onere delle decisioni, che è una responsabilità istituzionale, bensì al dovere, nei confronti dei cittadini, di rendere trasparente l’esercizio dell’autonomia.

Nel bilancio sociale l’aspetto più rilevante è il processo identificativo della singola istituzione scolastica composta da un’individuazione dei processi educativi messi in atto e delle strategie adottate, tali da delineare l’identità della scuola e, in particolare, dei soggetti che hanno cooperato condividendo la responsabilità dei vari progetti realizzati: docenti, genitori, studenti, personale ATA, associazioni di genitori e gli altri organismi esterni.

Il bilancio sociale è uno strumento di forte aggregazione tra le varie componenti del mondo della scuola necessario alla gestione del processo scolastico che richiede una ponderata pianificazione iniziale dei suoi contenuti come una sorta di tela narrativa la cui trama e l’ordito vanno gettati all’inizio dell’anno e rappresentano i vincoli entro i quali prenderà corpo il percorso educativo”.

Il bilancio sociale, quindi, aiuta a delineare l’identità della scuola, a descrivere l’esercizio dell’autonomia scolastica, a costruire l’impegno nel sociale, a corresponsabilizzare tutti i soggetti che nella scuola operano con funzioni diverse.

Per inaugurare un percorso di avvicinamento alla rendicontazione della responsabilità sociale nella scuola proponiamo all’attenzione dei nostri lettori uno stralcio del testo “Il bilancio sociale nella scuola. Indicazioni per costruirlo”, a cura di Lorenzo Caselli, Roberto Garelli, Giovanni Lombardo. Si tratta di un documento del 2012, edito dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, che al momento ci sembra fornire sul tema la descrizione più chiara e completa.

L’autonomia scolastica resta la grande scommessa. Scommessa nel senso che la scuola può essere affidata a se stessa, ai suoi dirigenti, docenti, studenti, famiglie, comunità locali, perché si modelli e si strutturi secondo i talenti di chi vi insegna e vi studia, secondo le risorse e le vocazioni del contesto, secondo le aspettative, le esigenze, i diritti delle giovani generazioni nell’ambito di un orizzonte condiviso.

L’autonomia non può dunque essere giocata al ribasso. Al contrario deve essere capace di contribuire in maniera forte all’innalzamento del livello culturale, dello spessore didattico e formativo della scuola mettendo a fattor comune impegno educativo, professionalità degli operatori, coinvolgimento degli stakeholder, collegamento con il territorio.

Tutto ciò non può essere semplicemente enunciato. Al contrario deve permeare – in maniera esplicita e verificabile – strutture e comportamenti. La scuola non è una monade, una realtà chiusa, autoreferenziale. La scuola è chiamata a rispondere di “qualcosa” a “qualcuno” sulla base di determinati “valori” in maniera “organizzata e trasparente”.

La rendicontazione è dunque un momento fondamentale nella vita della scuola come di qualsivoglia organizzazione. È intrinseca al concetto di responsabilità ed è espressione di qualità. La rendicontazione per essere implementata ha bisogno di adeguate strumentazioni. Tra queste il bilancio sociale occupa una posizione preminente. Esso si propone di dare conto degli impegni assunti, dei risultati conseguiti, degli effetti sociali prodotti nell’ambito di un dialogo tra la scuola e i suoi interlocutori, finalizzato al miglioramento delle performance.

Il bilancio sociale assolve a molti ruoli:
• È strumento di comunicazione. Attraverso il dialogo aumenta il grado di comprensione che la scuola ha di se stessa e nel contempo migliora la sua immagine e la sua reputazione nell’ambito della comunità di appartenenza;
• È strumento di gestione. Permette di misurare le performance formativo- educative. Facilita le decisioni, consente di controllarle e valutarle;
• È strumento di apprendimento, stimola la conoscenza e la comprensione, stimola il miglioramento e l’innovazione;
• È strumento di partecipazione tanto all’interno della scuola quanto nei suoi rapporti con la comunità.

Il bilancio sociale può rappresentare per la scuola una grossa occasione di crescita nella misura in cui il dirigente scolastico e il corpo docente ne sono convinti e avvertono l’esigenza di riflettere in maniera sistematica e strutturata sulla propria missione, si sentono sfidati dall’innovazione, intendono rendere espliciti valori, obiettivi, comportamenti facendone oggetto di confronto e di verifica con i propri stakeholder.

Se così stanno le cose, il bilancio sociale non è un semplice documento a consuntivo che si aggiunge ai molti che la scuola è chiamata a predisporre. Semmai li riqualifica e li orienta verso una direzione di senso condiviso. Non è neppure un fiore all’occhiello ovvero uno strumento pubblicitario. Entra in maniera trasparente nella vita della scuola senza nascondere problemi e criticità. È un ponte, un processo che lega passato, presente e che apre al futuro.

Per governare e gestire tale processo occorre:
– Aver chiari i fenomeni e le situazioni che si ritiene essenziale tenere sotto controllo. Tecnicamente possiamo parlare di “fattori critici di successo”;
– Costruire un quadro di indicatori, indispensabili per valutare, misurare le diverse situazioni. Tecnicamente si può parlare di efficienza e di efficacia riferite ai processi e alle attività che caratterizzano la scuola;
– Organizzare – in maniera sistematica e tempestiva – i flussi informativi in grado di alimentare gli indicatori;
– Progettare le modalità di rapporto più efficaci con gli stakeholder a seconda della loro strategicità in ordine al successo della scuola. Tali modalità possono andare dalla semplice informazione, alla consultazione, al coinvolgimento, alla valutazione del grado di soddisfazione, alla partecipazione e condivisione;
– Poter fare affidamento su un gruppo di lavoro o di pilotaggio rispetto alla predisposizione del bilancio sociale, gruppo motivato, competente (si possono anche prevedere aiuti dall’esterno), di cui sono chiari compiti e responsabilità.

In estrema sintesi la scuola cosa è chiamata a rendicontare, quale la struttura di massima di un bilancio sociale? Sulla base delle considerazioni precedenti la sequenza delle tematiche può essere la seguente:
– Identità della scuola:
– Missione: finalità, valori, relazioni con gli stakeholder;
– Contesto sociale e territoriale di riferimento;
– Il posizionamento della scuola:

– Le risorse:
– Le risorse umane;
– Le risorse strumentali;
– Le risorse finanziarie.

– Ambiti di intervento, strategie e progetti perseguiti, risultati ottenuti a partire dalla funzione formativa.

– Obiettivi di miglioramento.

Trattasi – lo ripetiamo – di struttura di massima, variamente articolabile e declinabile dalle singole scuole in funzione delle loro peculiarità e sensibilità. Il bilancio sociale non si sovrappone alla scuola, è piuttosto un processo che cresce e si sviluppa con la scuola stessa che nella sua autonomia e responsabilità, sceglie di cosa rendere conto e come nell’ambito di un rapporto costruttivo con la comunità nel quale si manifesta la sua missione educativa. Ciò non significa cadere nella casualità e estemporaneità in sede di redazione del bilancio sociale. Sono disponibili modelli, standard di rendicontazione, set di indicatori possibili. La scuola deve poterli usare con gradualità e spirito critico.

Con questo nostro rapporto intendiamo sottoporre all’attenzione delle scuole i principali “ingredienti” di contenuto e di metodo per costruire il “proprio” bilancio sociale. Al tempo stesso presentiamo l’esperienza di venticinque strutture scolastiche che hanno già realizzato il bilancio sociale. Ne emerge un quadro di grande interesse e utilità per le scuole che intendono dar corso all’iniziativa. Non si parte da zero!

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