campagna greenpeace “Natale per la foresta”

Pubblicato il 9 dicembre 2015

Greenpeace lancia la campagna “Natale per la foresta”

Natale sta arrivando e se vuoi fare un regalo molto speciale da oggi puoi scegliere di donare una casa sicura per la tigre di Sumatra, un habitat intatto per i grandi primati, una terra protetta per le popolazioni indigene, oppure un riparo tranquillo per il pappagallo amazzone. Questo grazie alla solidale campagna “Natale per la foresta” lanciata da Greenpeace.

Si tratta di un piccolo gesto che può fare la differenza per salvaguardare il futuro delle foreste sempre più minacciate dalle attività umane. Monocolture industriali, allevamenti intensivi, incendi, commercio di legno illegale sono, infatti, le cause principali della deforestazione, che riguarda soprattutto le foreste pluviali in Indonesia e le aree amazzoniche del Sud America.

«Abbiamo già distrutto più dell’80% delle foreste del nostro Pianeta, la casa di oltre la metà delle specie animali e vegetali», afferma Martina Borghi della campagna Foreste di Greenpeace Italia. «Dobbiamo assolutamente fermare questo scempio, per salvare la biodiversità, il clima, le persone. Dobbiamo difendere gli ultimi polmoni del mondo, e dobbiamo farlo tutti insieme».

La distruzione delle foreste rappresenta la maggior minaccia per la sopravvivenza della diversità biologica e delle specie endemiche. Ad esempio, in soli due anni, 2011 – 2013, gli oranghi che abitano unicamente le foreste del Borneo e Sumatra hanno perso circa il 4% del loro habitat e restano così solo 55mila oranghi del Borneo e 6.600 oranghi di Sumatra. Inoltre, milioni di abitanti del Sud-est asiatico hanno subito danni gravi alla salute a causa della nube di ceneri e fumo provocata dai roghi.

E ancora, in Brasile, tra l’agosto 2014 e il luglio 2015 la deforestazione nell’Amazzonia brasiliana è tornata a crescere di circa il 16% rispetto alla rilevazione precedente. A questo allarmante fenomeno, infine, si associano sempre i crimini forestali che creano comportamenti mafiosi, come ad esempio la mafia del legno nei territori indigeni, e violenza.

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Veronica de Meo

Ho lavorato come editing, creative content writer, e dal 2015 sono ritornata a vivere a Pescara dove lavoro con passione alla “Felicità Pubblica”.

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