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Pubblicato il 27 novembre 2015

Italia: troppi cittadini non possono comprare farmaci

In Italia cresce il bisogno di farmaci per i cittadini che non sono più in grado di acquistarli. Nel 2015, infatti, è aumentata del 6,4% la richiesta di farmaci da parte degli enti caritativi. Questo è quanto emerge dal report annuale sulla povertà sanitaria presentato dell’Osservatorio nazionale sulla Donazione Farmaci della Fondazione Banco Farmaceutico.

Nello specifico, il report evidenzia che la spesa sanitaria annua pro capite è di 444 euro, ma quella dei poveri è di soli 69 euro, in diminuzione dell’8%. Ciò significa che se nelle famiglie non povere si destina il 3,8% del budget domestico per curarsi, in quelle povere si scende all’1,8%. All’interno di questa spesa, 52 euro annui pro capite sono dedicati all’acquisto di farmaci. Se ogni individuo povero spende 52 euro in medicinali (-2,1% rispetto all’anno precedente), in media gli italiani ne spendono 206,20 (+2,7). Il 3,9% degli italiani ha rinunciato a comprare farmaci necessari a causa di motivazioni economiche.

Per quanto riguarda, invece, le donazioni di farmaci, sono in forte aumento: quasi 1,3 milioni di confezioni nel solo primo semestre 2015 (erano 915mila lo scorso anno). Si ferma la crescita della Giornata di Raccolta del Farmaco (quasi 6.000 confezioni in meno), mentre aumenta ancora la donazione aziendale: nel I semestre 2015 sono state donate circa 860mila confezioni. Erano 540mila nel primo semestre 2014. Diventa più robusto anche il canale del Recupero Farmaci Validi, che raggiunge il 4% del totale del raccolto dalla Fondazione. Se nel primo semestre 2014 erano state donate 15mila confezioni, nel 2015 si è già superata la quota di 49mila confezioni. Le circa 860mila confezioni donate nel solo primo semestre 2015 costituiscono ormai il 68% del totale delle medicine raccolte dalla Fondazione.

«La nostra analisi sulla povertà sanitaria in Italia», afferma Paolo Gradnik, presidente del Banco Farmaceutico, «evidenzia come, nonostante alcuni segnali di ripresa economica, nel nostro Paese prevalga ancora nelle famiglie la tendenza a spendere meno per le cure mediche e sia ancora consistente il numero di poveri che per le difficoltà rinuncia ad acquistare i farmaci necessari. In questo contesto risulta fondamentale il lavoro del Banco Farmaceutico per permettere a tutti l’accesso ai farmaci. Ma il nostro contributo non sarebbe possibile senza la grande rete di solidarietà che vede cittadini, farmacisti, volontari ed enti uniti insieme per aiutare gli ultimi della nostra società».

Nel 2015 hanno aderito alla Giornata di Raccolta del Farmaco 3.665 farmacie in cui sono state raccolte complessivamnete circa 354mila confezioni, con una lieve flessione rispetto al 2014 (-1,6%) ma comunque in crescita nel biennio (+1,4%). Il valore del donato è stato di quasi 2,3 milioni: in media si è dunque speso 6,4 euro per ogni confezione donata. Ancora una volta quasi metà delle confezioni è stata raccolta nel Nord-ovest, in cui si registra il più elevato tasso di partecipazione delle farmacie.

Infine, dall’analisi emerge il profilo farmaco-epidemiologico della popolazione assistita dalla rete Banco Farmaceutico su una intera annualità (2014) relativamente a un campione di enti che hanno assistono 87.550 persone, per le quali sono state dispensate 1.276mila dosi giornaliere di farmaci (DDD). Le malattie respiratorie si confermano come le più frequentemente dichiarate dagli enti e presentano il maggior numero di dosi giornaliere dispensate. Seguono le malattie cardiovascolari e gastrointestinali. Pertanto, gli indigenti presentano un profilo epidemiologico diverso rispetto alla media della popolazione, dove la massima diffusione è delle patologie cardiovascolari. C’è poi una geografia della salute dei poveri: al Nord prevalgono i farmaci per l’apparato respiratorio, al Centro quelli cardiovascolari, al Sud quelli gastrointestinali. Al Sud, inoltre, c’è la più elevata incidenza di malattie croniche.

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