mamma e bambino africani

Pubblicato il 22 novembre 2015

In Africa vengono “Prima le mamme e i bambini”

Grazie all’impegno di Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparo e Fondazione Cariverona nel 2011 nacque un progetto in Etiopia dal nome “Prima le mamme e i bambini” da Medici con l’Africa Cuamm con lo scopo di assistere gratuitamente le madri durante i parti.
Oggi, a distanza di appena 4 anni, l’iniziativa può contare già su ben 204.294 mamme salvate con relativa assistenza dei lori piccoli al momento della nascita e su 102.147 parti portati a termine. Risultati straordinari che saranno presentati oggi, 21  novembre, nell’Aula Magna dell’Università di Verona, alla presenza di autorità nazionali e internazionali, partner, società civile e delle quattro Fondazioni sostenitrici.

Il progetto “Prima le mamme e i bambini” è nato proprio con lo scopo di ridurre la mortalità neonatale garantendone la gratuità. Dopo i brillanti risultati ottenuti nel corso di questi 4 anni l’obiettivo attuale è quello di raddoppiare in 5 anni il numero dei parti assistiti in modo da ridurre la mortalità materna, neonatale e fetale.
Il tutto con la preziosa collaborazione di Medici con l’Africa Cuamm, nata nel 1950 e prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia, oltre ad essere la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane.
I risultati raggiunti durante tutti gli anni di operato da questa organizzazione sono cifre che si commentano da sole: 1.522 le persone inviate, 216 le strutture sanitarie servite, 41 i paesi interessati e 157 i programmi e gli obiettvi realizzati.

Questo incredibile successo ha visto il coinvolgimento di ben 4 ospedali situati in 4 paesi diversi dell’Africa sub-sahariana, impresa tutt’altro che semplice se si considerano le difficoltà di un territorio dominato da problematiche legate al territorio, al clima, alla vastità degli spazi.

Ed è proprio per toccare con mano i successi raggiunti che nel mese di novembre una delegazione, formata da quattro rappresentanti delle relative Fondazioni, si è recata in una delle strutture sanitarie parte attiva del progetto; è stato scelto l’ospedale San Luca di Wolisso che nel corso degli anni ha raggiunto un numero progressivo pari a circa 200 posti letto.

I membri della delegazione erano: Suor Giuliana Galli, membro del Consiglio di amministrazione di Compagnia di San Paolo; Marzia Sica, funzionaria dell’Area Politiche sociali della stessa fondazione; Mariella Enoc, vicepresidente di Fondazione Cariplo, Silvana Bortolami, membro del Consiglio generale della Fondazione Cariparo e Vicenzo Riboni, membro del Consiglio generale della Fondazione Cariverona. Ad accompagnarli è stato don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm.

«È stato per me un onore compiere questo viaggio», ha commentato don Dante Carraro, «un modo per dare conto, concretamente, a chi ha creduto nel nostro impegno e non ci ha mai fatto mancare il suo appoggio. Abbiamo visitato l’ospedale San Luca di Wolisso, centro di riferimento per il paese, ma che ha ancora molti margini di miglioramento; abbiamo visto il lavoro degli operatori nel centro di Dulele che serve una popolazione di circa 25.000 persone e siamo stati accolti da tutta la comunità di Shegeg Gefere, un piccolo Health post a 3.400 m di altitudine, riunita in festa solo per noi. Un modo per confermarci, ancora una volta, che la strada intrapresa con questo progetto è quella giusta e che è necessario continuare il cammino».

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Milena Pennese

Estroversa, creativa, curiosa e passionale, credo nei progetti e nella passione che alimentano il gusto delle nuove sfide. Amo leggere, viaggiare, passeggiare in montagna e ascoltare buona musica. La mia più grande passione è la scrittura.

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