sesto atlante dell'infanzia

Pubblicato il 18 novembre 2015

Save the Children presenta il nuovo Atlante dell’Infanzia

In Italia quasi 1 bambino su 10 vive in famiglie che non possono permettersi di festeggiare il suo compleanno e invitare a casa i suoi amici, di comprargli abiti e libri nuovi, di mandarlo in gita scolastica. E’ questa la fotografia scattata dal sesto Atlante dell’Infanzia “Bambini senza. Origini e coordinate delle povertà minorili”, diffuso oggi da Save the Children.

Secondo il rapporto circa 1 bambino su 20 non può contare su due paia di scarpe l’anno, di cui almeno uno utilizzabile in ogni stagione, e non riceve un pasto proteico al giorno. Un bimbo su 6 non ha la possibilità di frequentare corsi extrascolastici (musica, sport, ecc.), quasi 1 su 3 di trascorrere almeno una settimana di vacanza lontano da casa. Solo 3 bambini su 10, che frequentano la scuola primaria, hanno il tempo pieno a scuola e nel 40% degli istituti scolastici principali non vi è il servizio mensa.

Il dossier, inoltre, parla di migliaia di minori che pagano un prezzo altissimo all’illegalità e corruzione che pervade i territori in cui vivono: sono almeno 85 i bambini e adolescenti incolpevoli uccisi dalle mafie dal 1896 ad oggi, come descrive la prima mappa realizzata in base ai dati forniti dall’associazione Libera, e molti di più quelli che hanno assistito all’uccisione di familiari, ritrovatisi orfani o adescati e arruolati giovanissimi nella criminalità organizzata. Inoltre, sono 546.000 gli under 18, ossia il 5,4% della popolazione 0-17 anni, nati e cresciuti in uno dei 153 comuni sciolti per mafia negli ultimi 17 anni (mappa dei Minori senza Consigli e Nascere nella Locride), principalmente al Sud, ma anche al Centro e Nord Italia.

«Le mafie e i fenomeni corruttivi esercitano una violenza diretta e indiretta sui minori», spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children, «possono causarne la morte ma anche bloccare il loro sano sviluppo coinvolgendoli precocemente in attività criminose e allontanandoli da scuola. Distorcono le economie e il mercato del lavoro, rendendoli accessibili solo a chi accetta le logiche dell’illegalità. Sperperano i soldi pubblici anzichè impiegarli in servizi sociali, spazi pubblici e scuole».

Il rapporto documenta il clima di violenza in cui crescono troppi bambini, che segna profondamente il loro rapporto con la città e il quartiere, la relazione con i coetanei, la vita in casa: si calcolano, infatti, circa 400mila minori vittime di violenza all’interno delle pareti domestiche. Infine, non si può non menzionare la condizione dei minori stranieri che giungono in Italia da soli e che sono a rischio di cadere in circuiti criminali, se non si attiva un’appropriata rete di protezione.

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