abito

Pubblicato il 10 novembre 2015

“Abito”: la sharing economy arriva nei condomini

Oltre il 50% delle persone in Italia vive in condominio e le controversie che scaturiscono producono annualmente circa 200.000 cause che paralizzano il sistema giudiziario. Da qui l’intuizione della startup trentina Community Building Solutions di trasformare tali difficoltà di convivenza condominiale in una gran risorsa grazie al progetto Abito. Abito prende il via ufficialmente con la fondazione di Community Building Solutions nel giugno del 2014 in seguito alla vittoria del bando europeo Seed Money di Trentino Sviluppo finalizzato a promuovere l’innovazione sociale.

Tale progetto si rivolge ai condòmini che hanno a cuore il futuro della propria abitazione, a chi preferisce il concetto di comunità a quello di condominio tout court, e attraverso una serie di servizi, dalla badante alla babysitter, dal tagliaerba al wi-fi, dà vita a un nuovo modo di vivere: più sostenibile e più collaborativo. Il complesso abitativo che decide di aderire, non deve sostenere nessun costo di attivazione o mantenimento del progetto. Il risparmio generato dalle azioni previste da Abito viene raccolto in un fondo comune del condominio, utile a coprire spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. La Community Building Solutions ha calcolato che con una spesa a unità abitativa inferiore ai 50 euro al mese utilizzando la piattaforma online Abito per la sottoscrizione di bollette, spese per servizi alla persona, spese assicurative o acquisto di elettrodomestici, il condominio avrà un accumulo annuale di 500 euro.

Attualmente sono già 300 le famiglie trentine dove Abito è in fase di avvio, ma i tre soci stanno raccogliendo i frutti anche in altre regioni d’Italia come Veneto, Friuli, Lombardia e Puglia.

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