agricosmesi

Pubblicato il 8 novembre 2015

Brescia: creme anti invecchiamento dagli scarti dell’uva

Le uve del Franciacorta stanno per trasformarsi in un potente alleato delle donne, sempre alla ricerca di soluzioni per contrastare i segni del tempo sulla propria pelle. L’agricosmesi è, infatti, un esempio dell’enorme potenziale del comparto agricolo, della sua capacità di intercettare settori diversi e sviluppare nuove filiere e opportunità economiche. Questo è quanto afferma Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia e presidente dell’Istituto Spallanzani, nell’annunciare che a gennaio sarà disponibile in commercio una crema anti-invecchiamento a base di polifenoli e resveratrolo, potenti antiossidanti, che proviene dalle uve del Franciacorta dagli scarti della vendemmia messi a disposizione dall’azienda biologica in provincia di Brescia “Barone Pizzini”. L’Istituto Spallanzani ha recentemente siglato un accordo con il Polo Tecnologico della cosmesi per la produzione di questa crema e per gettare le basi in Italia di questa prima filiera agrocosmetica green a km zero che riunisce scienza, ricerca, agricoltura e cosmesi.

Si tratta di un progetto che valorizza il reddito delle imprese agricole e le indirizza su nuovi percorsi, soddisfacendo la crescente domanda di cosmesi green che si riscontra in Italia e nel mondo. Stando a quanto sostenuto da Prandini, infatti, il 71 per cento degli italiani si fida più di un cosmetico realizzato con prodotti naturali di un’azienda agricola piuttosto che di uno fatto da una marca commerciale.

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Veronica de Meo

Ho lavorato come editing, creative content writer, e dal 2015 sono ritornata a vivere a Pescara dove lavoro con passione alla “Felicità Pubblica”.

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