Startup

Pubblicato il 5 novembre 2015

Le startup innovative a vocazione sociale

Citiamo quanto riportato dall’art. 25, comma 4 del DL 179/2012, convertito con L. 221/2012. Le startup innovative a vocazione sociale sono definite come “le start-up innovative di cui al comma 2 e 3 che operano in via esclusiva nei settori indicati all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155”.

I settori individuati sono: assistenza sociale; assistenza sanitaria; assistenza sociosanitaria; educazione, istruzione e formazione; tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; valorizzazione del patrimonio culturale; turismo sociale; formazione universitaria e postuniversitaria; ricerca ed erogazione di servizi culturali; formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo; servizi strumentali alle imprese sociali.

Agli operatori che investono in questa particolare tipologia di startup innovativa sono stati riconosciuti dei benefici maggiorati (v. “incentivi fiscali per investimenti in startup” citati nell’approfondimento dell’11 settembre 2015 Le start up innovative).

Il dettato letterale della disposizione non richiede la preventiva iscrizione dell’impresa nella sezione speciale del registro delle imprese dedicata alle “imprese sociali”. Coerentemente con la circolare 3677/C emessa dal Ministero dello Sviluppo economico il 20 gennaio 2015, il riconoscimento dello status di startup innovativa a vocazione sociale avviene tramite un’autocertificazione con cui l’impresa:
• dichiara di operare in via esclusiva in uno o più settori elencati all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155;
• indica tale/i settore/i nell’apposito codice 034 della modulistica registro imprese;
• dichiara di realizzare, operando in tale/i settori, una finalità d’interesse generale;
• si impegna a dare evidenza dell’impatto sociale prodotto.

L’impegno rappresenta un adempimento obbligatorio, e si sostanzia nella redazione di un “Documento di descrizione di impatto sociale” da compilare secondo le indicazioni fornite nell’apposita “Guida per startup innovative a vocazione sociale alla redazione del Documento di Descrizione dell’Impatto Sociale” disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo economico, sezione “Startup innovative”, paragrafo “Modulistica e guide”, e sul
sito www.startup.registroimprese.it.

Di seguito, si propone una possibile articolazione in sezioni del Documento di descrizione di impatto sociale:

1. L’organizzazione

1.1 Profilo dell’organizzazione – oltre a un breve accenno alle informazioni generali dell’organizzazione, questa sezione dovrebbe contenere una mappa degli stakeholder che permetta di indicare tutti i soggetti rilevanti per le sue attività e le relazioni in essere con ciascuno di essi.
1.2 Il problema sociale e la soluzione proposta – questa seconda sezione dovrebbe presentare una descrizione della mission, vision e del modello di business dell’organizzazione (attività primaria e collaterali, rischi e opportunità, canali di finanziamento etc.).
1.3 Descrizione delle attività – Nella terza sezione, è possibile raccontare come l’organizzazione declina i suoi obiettivi nella pratica.

2. Il suo impatto sociale

2.1 Teoria del Cambiamento e Catena del Valore dell’Impatto – Due strumenti utili per comprendere e quindi descrivere l’impatto sociale dell’organizzazione desidera raggiungere sono la Teoria del Cambiamento e la Catena del Valore dell’Impatto. La prima permette di capire perché le attività porteranno i risultati finali desiderati e la seconda come le attività porteranno i risultati finali desiderati.
Concretamente, la metodologia della Teoria del Cambiamento prevede a un percorso che parte dagli obiettivi di lungo periodo che l’organizzazione si propone di ottenere e a ritroso individua le condizioni necessarie affinché questo avvenga (“se… allora”). Si otterrà come risultato un rappresentazione grafica della sequenza di attività (con le relative risorse necessarie e prodotti/servizi) che portano al cambiamento desiderato.
La Teoria del Cambiamento può essere utilizzata anche come strumento di verifica “ex post”, confrontando i risultati desiderati e i risultati realmente ottenuti.

Il passo successivo è invece articolare le relazioni che esistono tra i diversi elementi precedentemente individuati (Catena del Valore dell’Impatto): Inputs → Attività → Output → Outcome → Impatt.

La startup innovativa a vocazione sociale è tenuta a redigere e trasmettere in via telematica alla Camera di Commercio competente il “Documento di descrizione di impatto sociale” con cadenza annuale.

Fonte: www.sviluppoeconomico.gov.it

Fare impresa a casa propria
Venture capital: un utile strumento per finanziare progetti

Tags: , , , ,

Barbara Scutti

Responsabile delle sezioni: Crowdfunding/Fundraising e Recensioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading Facebook Comments ...