I ricercatori della University of Wisconsin-Madison hanno messo a punto un transistor biodegradabile che potrebbe ridurre la mole di rifiuti tecnologici generata dai vecchi cellular

Pubblicato il 18 ottobre 2015

L’elettronica si scopre “green”

I ricercatori dell’University of Wisconsin-Madison hanno escogitato una nuova soluzione, un transistor biodegradabile, per alleviare l’impatto ambientale di materiali elettronici scartati.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Applied Physics Letters, descrive un nuovo tipo di transistor composto da un substrato ultrasottile e biodegradabile ricavato dal legno. Il materiale organico utilizzato dagli scienziati americani è una fibra di cellulosa economica e ampiamente disponibile in natura, ribattezzata CNF.

Oltre a ridurre i rifiuti pericolosi, il transistor biodegradibile, potrebbe abbassare notevolmente i costi dei cellulari e degli altri dispositivi elettronici. La fibra di cellulosa, infatti, ha un costo nettamente inferiore rispetto al silicio puro che viene utilizzato per produrre le componenti interne degli apparecchi tecnologici.

«Abbiamo scoperto che il transistor composto da cellulosa riesce addirittura a ottenere prestazioni superiori ai transistor convenzionali a base di silicio», come spiega il professore Zhenqiang Ma, capo del team di ricerca.

Inoltre, lo scienziato sottolinea che il materiale è sicuro ed ecofriendly, tanto che se venisse abbandonato in una foresta si degraderebbe senza alcun rischio di contaminazione per l’ambiente naturale. Proprio come se si trattasse di un pezzo di legno, la sostanza organica andrebbe a concimare il terreno, restituendo nutrienti al suolo e chiudendo un ciclo produttivo virtuoso.

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Veronica de Meo

Ho lavorato come editing, creative content writer, e dal 2015 sono ritornata a vivere a Pescara dove lavoro con passione alla “Felicità Pubblica”.

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