Pubblicato il 12 ottobre 2015

Omo: l’app che aiuta i lavoratori down

L’indipendenza è fondamentale, soprattutto in ambito lavorativo. Ma quando alcuni disturbi o handicap fisici e mentali impediscono di essere completamente autonomi, ecco che la tecnologia può arrivare in soccorso. E’ il caso della nuova app prodotta nell’ambito del progetto Omo (On my own…at work) e avviata nel settembre del 2014 grazie a un finanziamento della Commissione europea. Si tratta di uno strumento ad alta innovazione sociale che consente di aiutare i tirocinanti affetti dalla sindrome di down ad essere indipendenti nel proprio lavoro in hotel, fornendogli un promemoria di compiti e mansioni.

Capofila del progetto è l’Aipd (associazione italiana persone Down) che ha promosso l’iniziativa in collaborazione con Edsa (European Down syndrome association), Fondazione Adecco per le pari opportunità, Associação portuguesa de portadores de trissomia 21, Università di Bologna, Università degli Studi Roma Tre e alcuni hotel.

La sperimentazione dell’app, partita nei giorni scorsi sia in Italia che in Portogallo, vede il coinvolgimento di due gruppi di 4 lavoratori (due maschi e due femmine) per ogni paese, inseriti in quattro diversi hotel a Porto, Lisbona e Roma. La app, che prevede anche altri ruoli lavorativi, è personalizzabile per ogni lavoratore e gli permette di ricordare le fasi della giornata di lavoro, le singole mansioni, lo svolgimento di un compito (rifare un letto, apparecchiare la tavola o preparare un caffè). I lavoratori utilizzano la app come promemoria e divengono così più indipendenti rispetto ai colleghi.

Durante il periodo di sperimentazione, della durata di 6 mesi, verranno coinvolti anche i tutor/insegnanti affinché, attraverso un’adeguata formazione tramite video, siano agevolati nel loro ruolo.

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Antonella Luccitti

Giornalista e direttore responsabile del portale "Felicità Pubblica". Amo la scrittura, il cinema e i viaggi.

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