clownterapia

Pubblicato il 11 ottobre 2015

Dalla strada ai reparti di pediatria, la storia di un clown speciale

Si dice che l’arte possa salvare l’uomo ed è stato proprio così per Joseph, un ragazzo della Tanzania.

Joseph ha attraversato un’infanzia difficile, non ha conosciuto i suoi genitori e non è andato a scuola. Ha vissuto con la nonna finchè è morta e in seguito è finito a vivere per alcuni anni per strada. Poi finalmente l’incontro con l’associazione Makini, che si occupa di ragazzi di strada coinvolgendoli in attività artistiche, in particolare danza e teatro. Joseph comincia ad appassionarsi al teatro perché, come afferma lui stesso, «fa emergere la vera essenza delle persone», così si impegna e riesce a lasciare la strada.

Oggi questo ragazzo condivide una stanza con un amico che, come lui, ha vissuto una vita difficile e adesso sogna di fare l’artista. Grazie al progetto “Art against poverty” di Cefa onlus, Joseph ha partecipato, insieme a una ventina di ballerini, acrobati e attori, a un corso di clownterapia tenuto a Dar es Salaam dall’associazione Dottor Clown Italia di Vicenza ed è diventato un clown dottore.

Per quattro giorni alla settimana Joseph e gli altri membri del gruppo Dottor Clown Tanzania indossano i loro vestiti colorati, camice bianco, naso rosso, si truccano, e alleviano le sofferenze dei bambini ricoverati nei reparti di pediatria del CCBRT Disability Hospital e del Muhimbili National Hospital.

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Veronica de Meo

Ho lavorato come editing, creative content writer, e dal 2015 sono ritornata a vivere a Pescara dove lavoro con passione alla “Felicità Pubblica”.

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