Pubblicato il 29 settembre 2015

Qual è la Capitale Europea del Volontariato?

Pochi giorni fa, il 21 settembre 2015, si sono chiusi i termini per l’invio di candidature al concorso European Volunteering Capital (Capitale Europea del Volontariato), iniziativa promossa dal 2014 dal CEV Centro Europeo per il volontariato e rivolta ai Comuni degli Stati membri dell’Unione Europea che dimostrino di contribuire attivamente all’implementazione di PAVE – Agenda Politica per il Volontariato in Europa (disponibile in tutte le lingue cliccando qui).

In tale documento di policy, elaborato dagli organizzatori del “2011 Anno Europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva”, si sostiene che il raggiungimento degli obiettivi del settore del volontariato in Europa richieda partenariati forti e trasparenti tra diversi stakeholder.

Il mondo del volontariato è chiamato quindi a sostenere e facilitare il dialogo in atto con Istituzioni, società civile, mondo profit e mondo non profit, attraverso l’implementazione di azioni concrete che rafforzino le iniziative di volontariato esistenti e ne producano di nuove e maggiormente qualificate, in un contesto generale che sia sempre più in grado di accoglierle e metterle a frutto.

Un contesto che agevoli e favorisca il volontariato richiede un finanziamento certo e sostenibile per le infrastrutture del volontariato, in particolare per le organizzazioni che coinvolgono i volontari. Ciò richiede un supporto coerente da parte di tutti gli stakeholder ‐ specialmente da parte dei legislatori ‐ e necessita di una combinazione di meccanismi di supporto e/o di strutture organizzative appropriate, che possano essere ulteriormente rafforzate da un idoneo quadro legale e che permettano di identificare chiaramente diritti e doveri dei volontari e del volontariato.

Una migliore qualità del volontariato richiede una comprensione condivisa dei principi e delle caratteristiche di base del volontariato di qualità, incluse per esempio le opportunità riguardanti la formazione e la corretta gestione dei volontari. Una qualità migliore aumenta il livello, l’impatto e il valore del volontariato. Ci sono molti esempi esistenti di volontariato di qualità in Europa, i quali ‐ essendo tali in specifici contesti ‐ sono diversi in circostanze differenti. Il volontariato di qualità deriva invariabilmente da azioni congiunte e concordate fra i diversi stakeholder.

Il riconoscimento del volontariato è fondamentale al fine di stimolare tutti gli stakeholder e incrementare la quantità, la qualità e l’impatto del volontariato stesso. Ciò richiede lo sviluppo di una “cultura del riconoscimento” del volontariato in tutta Europa, promossa attraverso messaggi mediatici che rafforzino una consapevolezza pubblica positiva e che mostrino il volontariato quale forza trainante, in grado di mettere in pratica i valori europei. La struttura e gli strumenti di tale riconoscimento dovrebbero includere inoltre meccanismi di misurazione dei risultati raggiunti attraverso l’azione volontaria, sia essa individuale o collettiva.

Il volontariato ha valore e importanza giacché è una tra le più tangibili espressioni di solidarietà che promuove e agevola l’inclusione, crea capitale sociale e produce un effetto di trasformazione della società. Il volontariato contribuisce allo sviluppo di una fiorente società civile, capace di offrire soluzioni creative e innovative per le sfide globali, di contribuire allo sviluppo economico e, come tale, merita una misurazione specifica e mirata sotto l’aspetto del capitale sia economico sia sociale.

Raccogliendo le dichiarazioni contenute nel PAVE (qui sopra sintetizzate), il concorso per la Capitale Europea del Volontariato intende quindi promuovere il volontariato a livello locale, dando visibilità ai Comuni europei che sostengono lo sviluppo di partnership con i centri di volontariato e con le organizzazioni di volontariato, oltre naturalmente a celebrare le attività di volontariato in generale e il contributo offerto dai volontari alla soluzione di una vasta gamma di sfide della società europea contemporanea.

Le città da premiare nell’ambito del concorso Capitale Europea del Volontariato sono scelte tra i candidati da una giuria internazionale di personalità chiave per il settore del volontariato, in rappresentanza della società civile, del settore privato profit, e delle istituzioni dell’UE. I criteri di valutazione sono rappresentati dalle stesse raccomandazioni per la Policy Agenda per il Volontariato in Europa (PAVE), già citate.

I due comuni vincitori del titolo per il 2016 e per il 2017 saranno annunciati il ​​5 dicembre 2015, Giornata Internazionale del Volontariato. L’evento sarà utilizzato come strumento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul volontariato a livello locale, nazionale e comunitario.

L’unica città italiana finora candidata al concorso è stata Napoli nell’edizione 2015, che tuttavia non è riuscita ad ottenere il prestigioso riconoscimento, rimasto appannaggio nelle prime due edizioni degli Stati della penisola iberica. I vincitori delle due edizioni precedenti del concorso sono stati infatti Lisbona nel 2015 e Barcellona nel 2014.

Il Centro Europeo del Volontariato (CEV), promotore dell’iniziativa in collaborazione con le Istituzioni comunitarie, è una rete di oltre 80 centri di volontariato nazionali, regionali e locali e agenzie di sostegno al volontariato di tutta Europa. Da circa 20 anni il CEV promuove e sostiene il volontariato attraverso consulenza qualificata, condivisione di buone prassi e formazione.

Il CEV è stato tra i più attivi membri dell’Alleanza per il “2011 Anno Europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva”, nonché tra i principali redattori del documento di report politico finale, il già menzionato PAVE – Policy Agenda for Volunteering in Europe.

Per maggiori informazioni visitare il sito del CEV.

Report Nazionale sulle Organizzazioni di Volontariato censite dal sistema dei CSV
Uno sguardo sul volontariato in Unione Europea

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Giuseppe Paglione

Giuseppe Paglione è dottore di ricerca in Scienze Politiche e Sociali Internazionali presso l’Università di Teramo e ha esperienza pluriennale nell’europrogettazione come consulente per organizzazioni del terzo settore, scuole, centri di ricerca e piccole e medie imprese.

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