Pubblicato il 10 settembre 2015

Homo Naledi: scoperto un nuovo avo dell’uomo

Le ossa fossilizzate di una specie umana finora sconosciuta, ritrovate tra il 2013 e il 2014 in una grotta in Sudafrica, aprono nuovi scenari nella ricerca sull’evoluzione dell’uomo.

La notizia è apparsa oggi sulla rivista specializzata eLife dove il professore Leo Berger dell’Università Witwatersrand di Johannesburg, a capo di un gruppo di ricercatori che sono a lavoro sui resti dei 15 corpi rinvenuti, spiega l’importanza della scoperta di “una nuova specie dei nostri avi”.

Si tratta dell’Homo Naledi (Stella) – che prende il nome dalla grotta all’interno della quale sono stati ritrovati una quindicina di scheletri tra bambini, donne e uomini – un nostro lontano avo, alto in media un metro e mezzo, del peso di 45 chili, con un cervello piccolo e un corpo slanciato. Ancora difficile, invece, datare i resti che, stando ai primi studi potrebbero essere collocati temporalmente tra 100 mila e 2 milioni di anni.

«È una stranezza: aveva tratti moderni insieme a caratteristiche più arcaiche», commenta Chris Stringer del Museo di storia naturale di Londra, dove un calco del teschio dell’Homo Naledi sarà in esposizione il 25 settembre nella Notte europea dei ricercatori, per poi entrare a far parte, a fine anno, della nuova galleria dell’evoluzione umana del museo.

Secondo i ricercatori, i reperti recuperati sono solo una parte di quelli ancora da dissotterrare nella grotta presso Maropeng, non lontano da Johannesburg, in un’area che l’Unesco ha inserito nel Patrimonio dell’umanità per la straordinaria ricchezza dei reperti dei nostri più antichi progenitori.

Foto National Geographic

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Antonella Luccitti

Giornalista e direttore responsabile del portale "Felicità Pubblica". Amo la scrittura, il cinema e i viaggi.

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