Pubblicato il 7 settembre 2015

IntendiMe: la tecnologia a servizio dei non udenti

Il progetto che permette a chi è affetto da sordità di avvertire allarmi e suoni attraverso smartphone o semplici braccialetti

Non percepire i suoni del mondo esterno, oltre a rappresentare un disagio per i non udenti, può essere anche molto pericoloso poiché la sordità espone a una lunga serie di rischi. E’ proprio per far fronte a questo disagio che nasce “IntendiMe”, un dispositivo che avverte le persone sorde con segnali visivi su smartphone. Il progetto si basa su delle placchette collocate sulle diverse fonti sonore che, quando recepiscono un segnale acustico, avvisano l’utente attraverso messaggi via smartphone o tablet, con un codice e un nome per riconoscere l’origine del segnale. Nessun problema per i non avvezzi alle nuove tecnologie, il dispositivo è collegabile anche a un apposito braccialetto personalizzabile che vibra in caso di suoni particolari.

Il progetto è nato all’Università di Cagliari grazie alla creatività di 3 studenti universitari che hanno partecipato a Contamination Lab Cagliari, un’iniziativa avviata nell’ateneo per promuove nuove idee di impresa e risolvere i problemi del quotidiano. Si tratta di Giorgia Ambu (Economia), Antonio Pinese, (Informatica) e Alessandra Farris (Lettere), figlia di genitori sordi, che hanno ideato “IntendiMe” con il supporto degli esponenti dell’Ente Nazionale Sordi (Ens) di Cagliari e di altre associazioni.

Piazzatosi tra i finalisti all’InnovAction Lab Start Cup Sardegna 2015, il progetto ha passato la selezione per il Programma TIM #Wcap, che punta a sostenere e accelerare nuove imprese. Il team ha, inoltre, avviato una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi utili ad avviare la produzione dell’apparecchio che dovrebbe essere messo in vendita nel 2016.

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Antonella Luccitti

Giornalista e direttore responsabile del portale "Felicità Pubblica". Amo la scrittura, il cinema e i viaggi.

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